La antenate | Maria, classe 1911

Maria è nata in Sardegna, nel nord, vicino a Sassari, in uno di quei paesini dal nome impronunciabile e dal suono melodico, così com’è melodico tutto il dialetto logudorese tipico della zona.

Maria & me
Maria & me

Maria è del 1911, nata nel penultimo giorno dell’anno, sei mesi fa ha festeggiato i suoi primi 104 anni. Nella sua vita sono passati gli avvenimenti più importanti del ‘900 italiano, le tragedie più faticose dell’ultimo secolo del millennio, eppure lei mangia ancora la pizza con gusto, quella con le patatine fritte, perchè nella vita bisogna godere. A dire il vero fa un po’ fatica a masticarla, ha solo 5 denti e sono un po’ sparsi tra arcata superiore ed inferiore, però di solito al sabato è ferrea: vuole la pizza!

In realtà Maria è ferrea in tutto, donna d’altri tempi – ovviamente – ha il piglio dell’imperatrice e la volontà del condottiero, una grinta fuori dal comune e la faccia tosta di chi non ha più nessun motivo per non dire qualsiasi cosa le passi per la testa. Infatti non risparmia commenti, soprattutto su quanto ti si siano allargati i fianchi o sul vestito che proprio non ti dona.
Maria è una vera non-groupie.

Rimasta orfana di madre a 7 anni a causa dell’ondata di Spagnola del 1918, quella che cancellò dal suolo europeo milioni di persone, viene allontanata da casa dalla matrigna insieme a tutti i figli di primo letto, sistemati in diverse attività e famiglie. A lei tocca andare a giocare con le bambine di una casa benestante in città, un’antica forma di ragazza alla pari che le permette di crescere in un ambiente colto, dove impara l’italiano e le buone maniere (ai tempi e non solo allora, il dialetto era l’unica lingua parlata in quelle zone).

Tra i suoi ricordi d’infanzia l’incontro ravvicinato con la Regina Margherita, che lei ricorda dolce ed elegante. Sarà per questa sua condizione privilegiata che tarda a sposarsi e solo all’età di 25 anni raggiunge in carrozza il suo promesso.

Margherita di Savoia
Margherita di Savoia

Come tutti i sardi, anche Maria e il suo sposo Francesco sono figli della terra (il mare della Sardegna è una scoperta dei continentali) e mentre lui coltiva terreni da mezzadro, lei cresce cinque figli e bada alla casa e agli animali.

Tempi felici e rigogliosi, ma tempi di fatiche immense: pensate cosa voglia dire preparare ogni mattina pane e pasta, lavare al lavatoio con la cenere, scaldare la casa con le braci, cucinare con il fuoco delle fornacette e in tutto questo avere una stalla in cortile.
Eppure quei lunghi capelli neri erano sempre ordinati in una complicata treccia doppia, che ornava la nuca alla maniera del tempo.

Ma la guerra arriva anche sull’isola del ginepro e Francesco viene militarizzato a Carbonia, paese di miniere, lontanissimo da casa in una terra che ancora oggi fai fatica a percorrere velocemente da nord a sud.

E’ proprio in questi anni che viene fuori il lato indomito di Maria che non esita a scrivere a Mussolini per avanzare richieste di giustizia, che prepara pane bianco in cambio di medicine e permessi per il marito (c’era la terra da coltivare) e non dimentica mai un cesto di cibo sui gradini della propria porta per i bisognosi, in modo che non dovessero bussare e chiedere.

In quegli anni perde anche un figlio piccolo, un ricordo così doloroso che anche ora le si velano gli occhi quando ne parla.
Non sono bastati i 18 km a piedi, avanti e indietro da Sassari, per le medicine e per le visite mediche. Ha chiesto aiuto anche all’accabadora del paese, ma niente, una malattia sconosciuta si è portata via il suo bambino stranamente biondo, in una famiglia di capelli neri come le bacche di mirto.

Il Ginepro , uno dei profumi della Sardegna
il ginepro, uno dei profumi della Sardegna

La guerra finisce, i figli emigrano e l’inarrestabile Maria segue una delle figlie nel nord Italia, non senza essere andata a controllare gli altri figli in Germania ed in Belgio.
Per una donna che non aveva mai oltrepassato il mare, una vera avventura.

Per lei la Milano degli anni ’70 è irresistibile ed è lì che decide di fermarsi.
Come potete notare, il volere del suo adorato sposo è ininfluente. Lo perderà nei primi anni ’90, dichiarando di non sapere per cosa vivere dopo il lutto. Gli sta sopravvivendo da oltre 20 anni.

La vita di Maria non è una vita straordinaria, è quella di una donna con poca istruzione ma con la capacità e l’intelligenza di risolvere situazioni ed effettuare scelte, in un mondo sicuramente più difficile del nostro, senza strumenti e possibilità economiche ma anche senza lo strazio e la depressione di molte donne moderne.
Maria ha sempre sorriso, non si è mai arresa, ha fatto con ciò che aveva ed ha amato con una grinta indomabile.
Una donna con carattere, che forse oggi verrebbe etichettata come donna con un brutto carattere.
Un’antenata di cui essere fiera.

Ora Maria, mia nonna, vive in una famiglia di sole donne, mia madre vedova ed io e mia sorella single.
Ripeto, sole donne, non donne sole.
Una famiglia di donne che scelgono per se stesse, che spesso sorridono, che hanno carattere.
Tutto è passato da lei, tutto lo ha insegnato lei. Ha tuttora il piglio del condottiero, una fibra invidiabile e nette posizioni politiche.
Una donna da cui lasciarsi ispirare per l’atteggiamento, da portare come esempio ogni volta che un lamento ed un ostacolo bruciano l’opportunità di una buona giornata e la speranza in tutte noi.

Aggiornamento:

Maria 30.12.1911 • 14.08.2016

About Agnese Scarito

Mamma di gemelli, digital pre-Social, sostenitrice del tacco 12 ma proprietaria di Birkenstock. Leggo, ascolto, scrivo e lavoro in ordine sparso. Ho fissazioni anziane come Mina, Cesare Pavese e le auto. Amo i cambi Steptronic ma la mia macchina preferita è una Giulietta del '59. Mi appassiono di quasi tutto, se chi me lo racconta ha passione. Quindi scrivo per passione.

12 thoughts on “La antenate | Maria, classe 1911

  1. Grazie di questo pezzo di vita e di amore condiviso. È un bel dono fatina.
    Complimenti a te.. E a lei che ha anche contribuito a farti essere così!
    Un abbraccio
    E buon viaggio Maria!

  2. Bella storia Agnese! Grazie per condividere. Inspirativa per questi giorni quando a volte dimentichiamo la forza che ne abbiamo. ❤️

  3. Tutti dovrebbero avere la fortuna di essere amati e accuditi come avete fatto voi …..fino all’ultimo respiro… sarà una delle stelle più luminose..ciao nonna. .

  4. Agnese grazie di cuore d’aver condiviso questo ricordo prezioso. Mentre leggevo ero immersa nella storia, le parole diventavano immagini. Grazie

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