Gwyneth Paltrow, Dante e una candela

Questa domenica passata a sfebbrare non sarebbe stata la stessa senza Gwyneth Paltrow. Ma procediamo con calma…

In principio fu Eva che si incaponì a mangiare quella cazzo di mela e sappiamo tutti come è andata a finire.
Poi Giovanna d’Arco e i suoi omini del cervello, passando per Mary Wollstonecraft, già madre di Mary Shelley che nei suoi scritti condannava l’istituto del matrimonio e dei suoi obblighi. Emmeline Pankhurst, leader delle suffragette, Angela Davis nera, comunista, emancipata accusata ingiustamente di un omicidio e chi più ne ha più ne metta.

Insomma, la storia del mondo è piena di donne che hanno tentato di cambiarne le sorti, affermare il loro pensiero al di là delle convenzioni sociali, giovani e meno giovani colleghe che hanno sfidato le malelingue, le resistenze culturali, le leggi ingiuste.
Talvolta riuscendoci, talvolta fallendo, più spesso rimettendoci le penne.

W LA FOCA

E poi arriva lei, Gwyneth Paltrow del mio cuore, pelle diafana, sapore ariano, arti lunghi come giunchi, capelli di seta, a spazzare via in un attimo secoli di storia, di emancipazione, di lotte, di battaglie per i diritti.

Nelle stesse ore in cui nelle sale esce PICCOLE DONNE e tutte dicono vorrei essere Jo March, i riflettori del femminismo deragliano bruscamente su di lei, diciamocelo, l’unica VERA rivoluzionaria.

Una che invece che stare lì a ciarlare inutilmente contro la depilazione permanente, spariglia il tavolo da gioco e cala l’asso, l’asso più vecchio del mondo, l’asso odoroso che tutte custodiamo con gelosia et vergogna, ma talvolta ringraziandoiddio con gioiosa spensieratezza: LA PATATA.

PROFUMO DI DONNA

Riavvolgendo il nastro della storia delle conquiste femminili e dei diritti delle donne, Gwyneth conquista di fatto il titolo di prima vera profumiera del pianeta Terra, svelandoci senza pudori la regola aurea del suo successo e di quello di altre donne: FARLA ANNUSARE.

L’espressione, offensiva, volgarissima, indegna, mutuata dal mondo animale farà storcere un po’ il naso ai benpensanti ma stringi stringi, ragasse mie, quello è. Un gioco raffinatissimo (e odorosissimo, in questo caso) che mira a creare aspettative, suggerire scenari, creare tensione emotiva, proporre emozioni, paventare mondi possibili al di là di qualsivoglia opportunità reale.

Oltre le Gambe c’è di Più

A Gwyneth Paltrow, da qualche ora mio unico possibile intellettuale di riferimento – una WWL per rubare il titolo a una fortunata rubrica di questo fighissimo blog –  il merito di aver dato forma, ma non concretezza – che’ sta candelina dopo due svapate la dai al gatto – alla cosa più vecchia del mondo: L’AMORE PER LA FIGA.

Ed è proprio tra i fumi della magic candle che va ricercato il genio. Gwyneth si offre ai suoi nella forma sublime ed effimera della percezione olfattiva, racconta una storia che nessuno potra’ mai verificare. Non inquina le sue carni, non si presta all’insulto fisico, trasforma il suo desiderabile corpicino in una colonnina di fumo colorata: per SETTANTASETTE DOLLARI, siori. Si inventa un nulla, vende un’emozione che di fatto fa andare sold out quella cazzo di candela in 36 ore.

TUTTA COLPA DI DANTE

E se tutto questo vi sembra volgare (e un po’ lo è…), degradante (e un po’ lo è…) oscurantista (e un po’ lo è…) offensivo (e un po’ lo è…), misogino (e un po’ lo è…), maschilista (e un po’ lo è…) vorrei ricordarvi che il primo ad aver usato una elegantissima metafora per definire il fenomeno e’ stato il padre della lingua italiana per il quale altre che carro di buoi, l’amore moveva finanche il sole e l’altre stelle, quindi, alla fine, e’ tutta colpa di Dante.

About Sarah Galmuzzi

Lazzara since 1976 è una figura mitologica insieme giornalista, storica dell’arte contemporanea, mamma, content manager, depositaria della ricetta dei biscotti più buoni della storia. Vergine ascendente Vergine, amante della musica pop-trash non distingue – fieramente- una Porsche da una Panda, così come una pregiatissima etichetta da un muscolare Tavernello. La sua grafomania la porta a scrivere ovunque sia possibile farlo: dai cataloghi d’arte ai blog di food, passando per testate di informazione e quotidiani. Esteta fino allo stremo delle forze, inorridisce di fronte a uno smalto sbeccato, un abbinamento infelice, le sopracciglia in disordine, i punti neri. Accompagna questa esistenza faticosissima, alla ricerca – irraggiunta- della perfezione, una discreta insofferenza per il genere umano che va di pari passo con la tendenza a commuoversi anche di fronte a una papera che fa il bagno, caratteristica che fa di lei una lucidissima non groupie. Facebook addicted ci vomita dentro tutta la sua scostumatezza, su Instagram invece, pubblicherebbe volentieri foto di tette e gattini ma non ha le tette né i gattini. Se potesse scegliere di vivere in una città diversa da Napoli, farebbe tanuccia a Venezia, luogo che ama in ogni suo angolo, pantegane comprese.

4 thoughts on “Gwyneth Paltrow, Dante e una candela

  1. Non ho parole per quanto ha fatto la Guinet Patrol (non saprei scrivere il suo nome corretto, quindi non perdo tempo a provarci). Credevo fosse uno scherzo.

    1. Ovviamente è una grandissima trovata di marketing.
      Hai letto gli ingredienti della candela?
      “geranio, bergamotto agrumato e cedro contrapposti a rosa damascena e semi di abelmosco” insomma lei ce l’ha profumata!!! 🙂 Ciao Cristina grazie per la visita 😉

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