Netflix | Le mie eroine preferite dello Studio Ghibli

L’annuncio è di due giorni fa: gli incredibili e amatissimi film prodotti dallo Studio Ghibli arriveranno su Netflix dal 1° febbraio.

Saranno tutti e 21 i film nati dallo studio di animazione cinematografica giapponese – fondato dal maestro Hayao Miyazaki e altri tre soci nel 1985 – ad approdare sulla piattaforma di streaming e personalmente non vedo l’ora di rivederli tutti!

Ho sempre subìto una profonda fascinazione verso l’universo che lo Studio Ghibli  ha saputo creare e penso che abbiano sempre sfornato figure femminili dalla personalità strutturata, molto diversi fra loro e che coprono tutte le età . Ragazze, donne con profili psicologici complessi e sfaccettati, che riescono ad affrontare importanti sfide anche attingendo alla propria storia.
Non sono docili principesse o sprovvedute orfanelle, questi personaggi femminili si stagliano dalle storie disegnate, emergendo per la loro straordinaria umanità.

Le mie eroine preferite dello Studio Ghibli

Nausicaä (Nausicaä della Valle del Vento, Hayao Miyazaki 1984)

Si tratta del primo film prodotto dallo Studio Ghibli (a proposito si pronuncia gibli ndr) ed è stato immediatamente acclamato dalla critica come uno dei migliori film d’animazione. L’ambientazione è post apocalittica: la Terra, in seguito a una guerra termonucleare, è completamente stravolta. L’ecosistema terrestre originario non esiste più ma su tutto il pianeta incombe una grandissima Giungla Tossica.
In questo scenario di conflitto tra i pochi esseri umani sopravvissuti e gli Ohm, mostruosi esseri mutanti che  vivono nella Giungla, emerge la figura di Nausicaä, principessa della Valle del Vento, che è in grado di cavalcare il vento e grazie al suo amore per tutte le specie viventi, riesce a entrare in contatto con i giganteschi Ohm.

Perché mi piace:
Nausicaä– con il suo spirito volitivo e la stima del suo popolo – è una leader nata capace di grandi decisioni. Diventa paladina di un rapporto nuovo di pace tra gli uomini e la natura (anche se profondamente mutata). Inoltre Nausicaä crede fermamente nella dignità di tutti gli esseri viventi e ne ascolta le ragioni senza giudizi morali. Lei non ha paura di contrapporsi a chi vuole scatenare una guerra. Nausicaä ci insegna ad abbandonare ogni concetto di bene/male riuscendo a vedere i sentimenti nella loro natura: paura e accoglienza, rancore e ascolto.

Kiki (Kiki, Consegne a Domicilio, Hayao Miyazaki 1989)

Kiki – Consegne a domicilio è ambientato in una città europea affacciata sul mare, ispirata a Stoccolma ma anche un po’ a Napoli, Parigi e Lisbona. La trama è semplice: Kiki ha 13 anni ed è una strega, alla sua età è previsto che debba uscire di casa e passare un anno di noviziato da sola in una città sconosciuta. In sella alla sua scopa e in compagnia del suo gatto nero Jiji si dirige quindi verso una città di mare così diversa dai suoi paesaggi originari. Agli iniziali approcci distaccati della grande città, Kiki reagisce in maniera malinconica ma per fortuna l’incontro con la giovane fornaia Osono le regalano al contempo un alloggio e un lavoro. Dovrà aiutarla nel forno e potrà occuparsi di una piccola attività di consegne volanti! Ma non pensiate che sia un film privo di sorprese! Kiki dovrà fare i conti con le avventure della grande città e affrontare le sue insicurezze.
Un film di formazione – tratto dall’omonimo romanzo di Eiko Kadono – che segnò un nuovo corso per lo Studio Ghibli, grazie a un incredibile successo di botteghino. E che mantiene ancora oggi la perfezione di un racconto perfetto.

Perché mi piace:
Kiki è l’incarnazione della dolcezza e della leggerezza, tuttavia è anche un personaggio pieno di contraddizioni che deve trovare il suo posto nel mondo. Una bambina, magica certo,  ma che deve fronteggiare le insicurezze, le paure, le immaturità e abbandonare i propri tratti infantili per diventare grande. Kiki ci mostra che si può anche fallire, ma che si deve sempre trovare il modo di tornare in sella e provarci ancora una volta. Kiki racchiude in sé i principali topos della narrazione di Miyazaki: sa volare, affronta un momento cruciale e deve costruire il proprio futuro.

San (Princess Mononoke, Hayao Miyazaki 1997)

Il film rappresenta una sintesi delle preoccupazioni morali e ambientali dell’immaginario di Miyazaki. Il Giappone del periodo Muromachi riformulato in versione fantastica fa da scenario alla battaglia tra gli uomini che stanno distruggendo una foresta, depredandola senza remore delle sue risorse e degli esseri sovrannaturali che vogliono proteggere il loro habitat naturale. Tra questi protettori della foresta troviamo San, chiamata Mononoke – Ragazza Lupo, un’orfana cresciuta dalla dea lupo Moro.
La produzione fu soggetta a una profonda diatriba tra Studio Ghibli e la Miramax casa distributrice in USA che suggerì di adattare Princess Mononoke per renderla più commerciale. Ovviamente la riposta dello Studio Ghibli fu assolutamente negativa.

Perché mi piace:
San
riesce a rappresentare una fantasia sfaccettata, con lati poetici, ma anche molto violenti. Al contrario di Nausicaa, San non ama tutto il creato e prova un odio feroce per gli uomini che minacciano gli animali e la foresta. Al contrario di altre eroine lei rimane ferma nelle proprie convinzioni, rifuggendo la vita sociale e privilegiando quella a contatto con la natura. La ragazza lupo combatte senza timore per proteggere i luoghi in cui è cresciuta, pronta anche a rinunciare all’amore pur di non tradire le cose in cui crede. 

Chihiro (La Città Incantata, Hayao Miyazaki 2001)

 

La città incantata è un film onirico, dalla visione piena di satira, ma è anche un percorso di formazione in cui una bambina attraverso molte lezioni da imparare diventa grande.
Il film è liberamente ispirato a Il meraviglioso paese oltre la nebbia di Sachiko Kashiwaba. Protagonista è Chihiro, bimba di 10 anni che mentre è in auto con i suoi genitori, nel momento del trasloco in un’altra città, si ritrova in una città incantata piena di spiriti. Quasi subito si separa dai genitori che vengono trasformati in maiali e di qui in poi deve fare ricorso a tutte le sue energie per sopravvivere in questo regno stregato e riuscire a non perdere la memoria, a liberarli e a tornare alla realtà.

Perché mi piace:
Chichiro
è la prima delle eroine dello Studio Ghibli che ho incontrato. Un personaggio che si può considerare un piccolo capolavoro: la conosciamo come una ragazzina annoiata, timida e piagnucolante e davanti ai nostri occhi si trasforma. Man mano che Chichiro si districa nelle innumerevoli avventure riesce a tirare fuori il suo lato leale e deciso riuscendo così a salvare i propri genitori e il ragazzo di cui è innamorata. La lezione di Chichiro è semplice: il coraggio non è assenza di paura, ma la capacità di farla diventare stimolo e non limite.

Sophie (Il Castello Errante di Howl, Hayao Miyazaki 2004)

Il Castello errante di Howl è uno dei film più noti al pubblico occidentale. Una rocambolesca storia d’amore, basata sull’omonimo libro dell’autrice fantasy britannica Diana Wynne Jones. L’ambientazione ci riporta nell’Europa degli inizi del Novecento a ridosso della Prima Guerra Mondiale, anche se come sempre con qualche bella iniezione di elementi magici. È una storia piuttosto insolita, piena di cambi di scenario, di ambientazioni e colori. Protagonisti di questo film sono Sophie, una giovane cappellaia che rimane vittima di un sortilegio che la invecchia in un istante e il giovane mago Howl che vive assieme a un bambino e a uno spiritello in un castello magico semovente.
Con questa produzione lo Studio Ghibli ha ricevuto diversi riconoscimenti e candidature ai premi cinematografici più importanti tra cui gli Oscar.

Perché mi piace:
Ammiro particolarmente l’ostinazione e la capacità empatica di Sophie, che anche se giovanissima riesce a spiccare per le sue doti di intraprendenza. Nei primi fotogrammi, la nostra Sophie vive in maniera statica, le mancano obiettivi, ambizioni, fino al giorno che le cambierà la vita. Quello in cui incontra Howl e attira su di sé la gelosia della strega delle Lande Desolate. Sophie riesce a insegnarci che non tutte le sfortune sono tali se vengono vissute con coraggio e soprattutto che non bisogna giudicare chi è diverso da noi, perché sono le differenze che ci rendono unici.

Special mention alla struggente e poetica principessa Kaguya in Storia della Principessa Splendente, film sempre dello Studio Ghibli ma girato da Isao Takahata nel 2013. Una storia molto delicata di una principessa magica che deve tornare nel suo regno sulla luna dopo un soggiorno sul  nostro pianeta. Un incrocio tra un racconto popolare giapponese di fine 1500 e una storia di fantascienza.

Ecco le date di uscita su Netflix dei film targati Studio Ghibli

(vi metto in grassetto quelli con protagoniste le nostre eroine)

In uscita il 1° febbraio:
Il castello nel cielo (1986)
Il mio vicino Totoro (1988)
Kiki – Consegne a domicilio (1989)
Pioggia di ricordi (1991)
Porco Rosso (1992)
Si sente il mare (1993)
I racconti di Terramare (2006).

In uscita il 1° marzo:
Nausicaä della Valle del vento (1984)
La Principessa Mononoke (1997)
I miei vicini Yamada (1999)
La città incantata (2001)
La ricompensa del gatto (2002)
Arrietty – Il mondo segreto sotto il pavimento (2010)
La storia della Principessa Splendente (2013).

In uscita il 1° aprile:
Pom Poko (1994)
I sospiri del mio cuore (1995)
Il castello errante di Howl (2004)
Ponyo sulla scogliera (2008)
La collina dei papaveri (2011)
Si alza il vento (2013)
Quando c’era Marnie (2014).

About Nunzia Arillo

Sociologa, communications manager e, soprattutto, napoletana. Costantemente impegnata nella lotta tra serio e faceto. Riempie la sua vita - con la stessa intensità - di innovazione, libri e caffè. Non si ferma davanti a niente, nemmeno di fronte all'etichetta "lavare solo a secco". Crede nella reincarnazione e nella prossima vita vorrebbe essere manichino da Bergdorf Goodman. E' sedotta dal lusso, ma conosce la parola "mercatino" in tutte le lingue del mondo. Scrive sempre e ovunque pure su rotoloni asciugatutto (true story), non meravigliatevi di trovare la sua firma su magazine di musica, moda e luxury. Mollerebbe tutto per seguire Ivano Fossati ma la sua unica divinità è Stevie Wonder. La mattina si sveglia con il sorriso ma non dovete parlarle prima del caffè. Adora i numeri dispari, ma le piace ordinare le cose per 10.

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