Due libri | Storie di Napoli noir

Napoli noir, è il tema della rubrica Due Libri di oggi.
Nera come le ombre che si contrappongono all’immensa luce di cui spesso è irradiata. Nera come la notte nei vicoli, come la canna di una pistola. Nera come la morte inflitta e vissuta.
Tragica e ritmata come una macabra tarantella. Lunga e tortuosa come una strada di periferia.
Libri che narrano due storie della Napoli noir. Una realmente accaduta, l’altra completamente inventata. A voi scoprirle…
Buona lettura!

TARANTELLA NERA DI MARIO DE SIMONE

napoli noir - tarantella nera - imnotagroupie

Tutto è cominciato una settimana fa, tra le mura squallide della comunità di recupero per tossici “San Giovanni Battista” di Napoli, che da più di un anno ospita la mia carcassa. Un sibilo acuto e persistente interruppe il sonno in cui ero sprofondato qualche ora prima. Fermi sotto la finestra, l’unica che dà sulla strada, un gruppetto di fessi si divertiva a sgasare con gli scooter. Dovevano essere dei ragazzini che giocavano a chi ce l’ha più grosso. Joe, il tipo con cui dividevo la camera, era già sveglio e fissava una fotografia sul comodino. Mi ritraeva in compagnia di Marta, la mia ex.

Tarantella Nera di Mario De Simone edito da Ad est dell’equatore.

Salvatore è un giovane tossicodipendente ospite di una comunità di recupero. Durante una visita di controllo, un commando arriva in ospedale per uccidere un boss ricoverato. A farne le spese Joe il compagno di stanza di Sal, che fugge dopo aver ucciso uno dei sicari. Accompagnato dal bastardino Pocho, una pistola e il desiderio di vendetta. Salvatore prova a districarsi tra crimini efferati, conversioni religiose. Momenti di passione sono assicurati dall’incontro con  la misteriosa Carmen, fotografa in un club del lungomare.  Fin qui niente di nuovo sotto il sole, direte voi. Eppure non fermatevi alle apparenze da cronaca nera o da giallo fiction. Mario De Simone parte proprio da questo episodio per accompagnarci in una storia dove non c’è spazio per una visione moralistica. Niente è come sembra. Non ci sono eroi e l’amore non è salvifico come ci hanno sempre fatto pensare. Perché è una tarantella, non solo un ballo, ma anche una rete a doppio tramaglio per la cattura dei pesci. E Salvatore si dimena in queste pagine dalla scrittura serrata, a tratti divertente. De Simone riesce a scrivere (e bene) un romanzo che abbandona completamente i deja-vù e lascia gli stereotipi ai dibattiti da tv del pomeriggio.
Segnalo l’audace copertina ispirata Ebony Ayes, prima pornostar di colore ad assurgere nel gotha dell’hard, dalla storia davvero singolare.

LA STRADA DEGLI AMERICANI DI GIUSEPPE MIALE DI MAURO

napoli noir - la strada degli americani - imnotagroupie

Io sprofondo nel divano senza più nessuna speranza di uscire vivo da quest’incubo, sono nelle mani di due pazzi furiosi. È chiaro che parti del carattere di mio fratello mi sono sconosciute. Ecco perché quando ci sono quelle tragedie familiari, tipo una madre che uccide il figlio, il marito nelle interviste parla come se tutto il mondo fosse impazzito a considerare la moglie un’assassina. Come se il legame di sangue fosse una polizza a vita che protegge il nucleo familiare e lo rende invulnerabile dal male. Invece, a volte, il male si nasconde proprio lì, nella famiglia. Oscuro. Non diagnosticabile.

La strada degli americani di Giuseppe Miale Di Mauro edito da Frassinelli.

La circumvallazione esterna di Napoli è strada stretta e lunga di 40 km. Parte da Casoria e arriva fino a Lago Patria. I napoletani la chiamano «la strada degli americani». Da questa strada parte una storia vera che Giuseppe Miale di Mauro ha deciso di raccontare. Una storia che descrive la vita dei piccoli criminali, quelli che la camorra brucia e consuma come accendini da 50 centesimi. Ragazzi nati dalla parte sbagliata della città, che regala quotidianità di soprusi e ingiustizie. Le voci dei protagonisti si alternano. Ciro, Carmine e Martina. Le loro vite si incontrano proprio sulla strada degli americani. Nessuno di loro sarà più come prima, a causa di quella strada che la leggenda vuole via di accesso alla città, poi diventata un crocevia esistenziale.
La droga, il sistema, il precariato, la famiglia e le regole della strada. Tutti gli ingredienti del crimine contemporaneo. É Napoli ma potrebbe essere Bogotà o la periferia di Marsiglia. La scrittura intensa di Miale di Mauro ti avvolge in crescendo, alternando i punti di vista dei protagonisti e gli atti del processo.  Non mancano i colpi di scena e la tensione è alta grazie alla profonda capacità di raccontare queste vite che si affacciano su un baratro. Come abbagliata da una candela o dal fondo di un pozzo, la loro volontà cede al potere del caso.

About Nunzia Arillo

Sociologa, communications manager e, soprattutto, napoletana. Costantemente impegnata nella lotta tra serio e faceto. Riempie la sua vita - con la stessa intensità - di innovazione, libri e caffè. Non si ferma davanti a niente, nemmeno di fronte all'etichetta "lavare solo a secco". Crede nella reincarnazione e nella prossima vita vorrebbe essere manichino da Bergdorf Goodman. E' sedotta dal lusso, ma conosce la parola "mercatino" in tutte le lingue del mondo. Scrive sempre e ovunque pure su rotoloni asciugatutto (true story), non meravigliatevi di trovare la sua firma su magazine di musica, moda e luxury. Mollerebbe tutto per seguire Ivano Fossati ma la sua unica divinità è Stevie Wonder. La mattina si sveglia con il sorriso ma non dovete parlarle prima del caffè. Adora i numeri dispari, ma le piace ordinare le cose per 10.

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