Due libri | Giallo is the new black

Nuovo appuntamento con la rubrica Due Libri dedicata alle storie che ci hanno fatto sognare e che abbiamo idealmente collegato.
Due gialli, come si diceva una volta, o noir come fa più figo dire adesso, con protagonisti due poliziotti particolari: l’ispettore Esposito e il commissario Ricciardi. Hanno già avuto altre indagini e altre avventure ma questi due crimini sono diversi dal solito. Coinvolgono due bambini, e le due storie non possono che diventare ancora più toccanti ed emozionanti.

Giorgia Lepore – Angelo che sei il mio custode

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Avevo tanto sentito parlare di questo libro ed è stato naturale portarmelo a casa.
Una storia speciale dalla quale non si riesce a staccarsi. La narrazione è cadenzata e scorrevole e riesce a maneggiare con cura tutta la complessità e il dolore e restituirli in dialoghi, fatti e personaggi.
Angelo che sei il mio custode 
è il secondo giallo di Giorgia Lepore per Edizioni e/o.  La vicenda prende il via con il ritrovamento dello scheletro di un bambino a cui segue la scomparsa di altri due. A occuparsi delle indagini l’ispettore Gregorio Esposito, detto Gerri, di rientro in servizio dopo una sospensione. Uomo irrisolto ed ex bambino sperduto, seduttore e imperfetto, per questo completamente umano, a cui è facile affezionarsi.
Ma chi è l’Angelo della storia? L’arcangelo San Michele a cui è dedicato un santuario importante a Monte Sant’Angelo e nel cui nome sono officiati misteriosi riti.
Bravissima Giorgia Lepore ad affondare la penna nella storia dei bambini scomparsi, a raccontare l’indicibile, il soffocante, il sotterraneo. Ancora di più nel farci vivere un luogo seducente e chiuso come il Gargano a nord della Puglia.
Consigliato a chi non ha paura di trepidare per i segreti e i tormenti che sono sepolti nelle viscere della terra e degli animi umani.
Leggi un’anteprima del libro

Maurizio de Giovanni – Il giorno dei morti

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Uscito nel 2010 per Einaudi, Il giorno dei morti è una delle prime quattro storie del commissario Luigi Alfredo Ricciardi.  Tra tutte, quella che più è rimasta nel mio cuore, per il tema – l’infanzia tradita- e per la scrittura di Maurizio De Giovanni al suo apice per accuratezza e poesia. Soprattutto per questa Napoli in cui piove sempre, così plumbea e sconsolata.  
Per chi non conoscesse Maurizio De Giovanni  – ne esistono ancora? – il commissario Ricciardi è il protagonista di una lunga serie di libri ambientanti a Napoli negli anni Trenta. Un investigatore dell’animo, anzi delle anime perché capace cogliere l’ultimo pensiero dei morti violenti. Una dote – il Fatto – che è anche una condanna per questo uomo integro, cocciuto e intimamente solo.
La storia parte anche in questo caso dal ritrovamento del cadavere di un bambino, Matteo, vegliato dal suo unico amico, un cane randagio. Tettè, questo il suo soprannome, sembra esser morto di freddo e stenti, ma l’autopsia rivela avvelenamento. Un piccolo scugnizzo simile a tanti che popolano la città di cui a nessuno importa, tranne che a Ricciardi che si mette a indagare contro la volontà dei suoi superiori. Questa volta anche il Fatto sembra essere sparito, perché il bambino non gli appare mai… Come è possibile?
Consigliato a chi non ha paura di ritrovarsi faccia a faccia con le miserie umane e la solitudine a cui non possiamo sottrarci.
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About Nunzia Arillo

Sociologa, communications manager e, soprattutto, napoletana. Costantemente impegnata nella lotta tra serio e faceto. Riempie la sua vita - con la stessa intensità - di innovazione, libri e caffè. Non si ferma davanti a niente, nemmeno di fronte all'etichetta "lavare solo a secco". Crede nella reincarnazione e nella prossima vita vorrebbe essere manichino da Bergdorf Goodman. E' sedotta dal lusso, ma conosce la parola "mercatino" in tutte le lingue del mondo. Scrive sempre e ovunque pure su rotoloni asciugatutto (true story), non meravigliatevi di trovare la sua firma su magazine di musica, moda e luxury. Mollerebbe tutto per seguire Ivano Fossati ma la sua unica divinità è Stevie Wonder. La mattina si sveglia con il sorriso ma non dovete parlarle prima del caffè. Adora i numeri dispari, ma le piace ordinare le cose per 10.

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