Due libri | Le cose cambiano per i carciofi alla giudia

Per la rubrica Due libri, in cui vi raccontiamo due romanzi dal tema comune, oggi voglio parlarvi di libri che ruotano attorno alla religione ebraica e a due personaggi femminili alle prese con familiari numerosi e bizzarri.
Entrambi editi da Mondadori e scritti da donne, sono storie che vi faranno compagnia per un weekend, perchè scorrono velocemente e non vedrete l’ora di sapere come finiscono le avventure di Rosaria e Joy.
Buona lettura!

Elisabetta Fiorito – Carciofi alla giudia

“Troppa religione fa male” è la frase che più rappresenta la filosofia di vita della protagonista del romanzo di Elisabetta Fiorito, giornalista, scrittrice e sceneggiatrice teatrale . Eppure Rosamaria, un’eroina semplice ma determinata, si trova a far convivere due religioni, quella cattolica e quella ebraica. Lo fa per amore del proprio compagno David, ebreo tripolino, del figlio appena nato e della famiglia d’origine, i Cecchiarelli, romani romaneschi, arricchiti e poi decaduti in tempo di crisi.
Quella crisi, altra grande protagonista del romanzo, che ha abbruttito l’Italia, ha mietuto vittime – tra cui Valerio, amato fratello di Rosamaria – e ha costretto molti a cercare fortuna altrove, lontano dalla nostra nazione, che ormai affoga nella burocrazia e nella mala politica.
La Fiorito, con spiccata intelligenza e acuta ironia, mette insieme e ci fa amare due famiglie diversissime negli approcci alla vita ma molto simili nelle bizzarrie quotidiane (arriverete a fine romanzo con la voglia di mele cotogne e pollo con i peperoni!), riuscendo persino a farci sentire un po’ in colpa perchè non andiamo abbastanza a teatro e lasciamo che la cultura scivoli in un oblio da cui è difficile riemergere.
Con un finale che sorprende e lascia il segno, Carciofi alla giudia è uno di quei libri che raccontano la vita vera tratteggiandola di emozioni reali, che è sempre bello sentire.

Elisabetta Fiorito - Carciofi alla giudia

Cathleen Schine – Le cose cambiano

Joy è la matriarca di una grande famiglia allargata, i Bergman, ebrei molto uniti e pronti a darsi una mano nel momento del bisogno. Joy ha 86 anni, un carattere forte e indipendente, vive a New York ed è madre di Molly e Daniel, nonna affettuosa nonché curatrice part-time di un piccolo museo, professione che non intende lasciare.
Ottantasei anni non sono certo pochi, ma Joy non ha mai ceduto ai disagi dell’avanzare dell’età, almeno fino alla morte dell’amato marito Aaron, con cui ha trascorso l’intera vita e che ha devotamente accudito negli ultimi anni insieme. Una vita felice e appagante, che di fronte alla perdita del grande amore diventa un covo di solitudine, disperazione, senso di inadeguatezza. Ma Joy non cede, non si dà per vinta, continua a lottare per la propria indipendenza, con il suo deambulatore a far da cavallo e la sua tagliente ironia come scudo.
Invecchiare fa paura, soprattutto ai figli che vedono i genitori diventare sempre più fragili, ma Cathleen Schine ci racconta con garbo e dolcezza questa storia familiare, che prima o poi tocca a quasi tutti. E l’amore, quello che fa battere il cuore e che tiene al caldo le mani, può arrivare anche a 86 anni, come accade a Joy.
Come prenderanno questa notizia Molly e David, ansiosi e pure un po’ gelosi?
Tra apprensione e incomprensioni, il rapporto tra genitori anziani e figli adulti commuove sempre.

Cathleen Schine

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Ha fondato www.lalettricegeniale.it per dedicarsi con slancio e perseveranza ai libri e alla lettura. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

2 thoughts on “Due libri | Le cose cambiano per i carciofi alla giudia

  1. Del primo ho già sentito parlare giusto sabato in radio, l’autrice lavorava per Radio Capital, l’emittente che ascolto abitualmente, ed è stata invitata dagli ex colleghi. Mi ha colpito, amo molto la cultura ebraica e la letteratura ebraica mediamente pubblicata da quel grande editore che è Giuntina.
    E a Milano consiglio il ristorante ebraico Re Salomone, cugino dell’ottimo Denzel, stessa zona.
    Lo leggerò dunque perchè mi piacciono anche le storie di famiglia, quelle che portano a galla le bizzarrie in realtà presenti in ogni casa, sta poi all’autore romanzarle e farle diventare appetibili, pare che la Fiorito ci sia riuscita.
    Un abbraccio, Elena,

    1. Cara Sandra, visto che sei così appassionata anche di cucina ebraica, non potrai non apprezzare il libro della Fiorito!
      C’è una minuziosa e succulenta descrizione di ogni piatto che viene cucinato dalla madre di David, marito di Rosaria.
      Io ho ancora l’acquolina!
      Infatti prendo nota dei ristoranti che mi consigli e, prima o poi, ci vado.
      Un abbraccione a Te.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *