Consonno | Da paese dei balocchi a città fantasma

È un posto assurdo Consonno.
Assurdo, bizzarro e un po’ magico.
Ne ho sentito parlare per anni, ho letto la sua storia cercando in rete ciò che viene tramandato da decenni, ho pensato più volte di iscrivermi al Campionato Mondiale di Nascondino, che a settembre,si svolge tra quei ruderi. Finalmente, complice il weekend pasquale, sono riuscita a placare il desiderio di visitarlo.

Consonno era un piccolo e antico borgo in provincia di Lecco, che negli anni 30 fu annesso al comune di Olginate, spopolandosi pian piano fino a svuotarsi negli anni 60, quando arrivò il Conte Mario Bagno.

Mario Bagno, chi era costui?
Un facoltoso imprenditore milanese, che sognava di realizzare una parco in pieno stile Las Vegas, nel centro della Brianza.
Bagno convinse i pochi cittadini rimasti a Consonno che la sua opera di ricostruzione avrebbe giovato agli affari di tutti e nel 1962 rilevò la proprietà dei terreni pagando poco più di 22.000.000 di lire.

Presto iniziarono i lavori e fu subito chiaro che qualcosa di straordinario sarebbe uscito da quelle ruspe e quelle gru.
A poco a poco furono costruiti palazzi dalle forme più strane, che ricordavano mondi lontani: una pagoda cinese, un minareto, un castello medievale e molte altre opere di edilizia che, man mano, andavano a sostituire le vecchie case.

Il Conte Bagno arrivò a realizzare un campo di calcio, uno di pallacanestro, uno di tennis, uno di bocce, uno di golf, una pista per pattinaggio, un luna park e uno zoo, oltre a diversi ristoranti, negozi e qualche appartamento.
Una vera e propria città dei balocchi, pronta ad accogliere i milanesi stressati, in cerca di svago nel fine settimana.

Consonno

Se è vero che tutto all’inizio funzionò molto bene, rendendo Mario Bagno molto orgoglioso del suo progetto visionario, con il passare del tempo la novità fantasiosa che tanto attraeva i turisti perse di mordente, diventando un luogo anacronistico e poco attraente.
Il colpo di grazia lo diete una frana, che nel 1976 bloccò la strada che portava in città.

Da quel momento il declino della Las Vegas brianzola fu inevitabilmente proiettato verso l’oscurità e dagli anni 80 la cittadina fu abbandonata a se stessa, nonostante i vari tentativi del Conte di salvaguardare il suo mondo fatato.

Oggi Consonno è ridotta a un cumulo di fatiscenti palazzi ridotti perlopiù in macerie.
Conserva il fascino di un tempo andato e il mistero di una città fantasma.
La piccola chiesa, uno dei pochi palazzi che il Conte salvò dalla distruzione iniziale, è ancora in piedi, a ricordarci che spesso, quando l’uomo osa troppo, gli dei non stanno a guardare…

Consonno

Consonno

Consonno

Consonno

Consonno

Con la bella stagione Consonno diventa una buffa meta turistica.
Il consiglio è di parcheggiare l’auto prima della sbarra, anche se questa vi sembrerà aperta, e di salire a piedi al paese.
Meglio non rimanere bloccati lassù, non si sa mai che il fantasma del Conte Mario Bagno se la prenda con voi per non essere arrivati prima…

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Ha fondato www.lalettricegeniale.it per dedicarsi con slancio e perseveranza ai libri e alla lettura. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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