Colpo di fulmine: “X (Suite for Malcolm)” di Francesco Bearzatti & Tinissima 4et

Francesco Bearzatti è uno che la sa lunga.

Non solo di musica e non solo di sassofoni.
Bearzatti è uno che la sa lunga di personaggi e vicende storiche che gridano libertà.
Non è un caso che, dopo l’homage a Tina Modotti e al suo femminismo venato di comunismo, ci troviamo oggi ad ascoltare un nuovo concept dedicato al combattivo leader attivista Malcolm X.
Chiudete gli occhi e mettetevi all’ascolto di “X (Suite for Malcolm)”, attraverso il timbro black del sax di Bearzatti ripercorrerete la vita del controverso Malcolm, dall’infanzia, passando per la prigione, fino all’assassinio martirizzante.
“Prologue/Hard Times” dipinge lo scenario di un’America degli anni ’30 in cui la schiavitù formale è stata abolita in favore di una tacita emarginazione. Atmosfere del sud, caldo sudaticcio eppure accogliente.
“Smart Guy” inizia con un’accozzaglia di suoni apparentemente fastidiosi, che sanno trasformarsi in musica intelligente, non banale, così come il piccolo Malcolm ai tempi della scuola.
Un ragazzo dalle grandi potenzialità, vorace e curioso, al quale verranno tarpate le ali e che preferirà abbandonare gli studi per dedicarsi a ciò che, ai tempi, era concesso scegliere alle persone di colore: il duro lavoro di fatica fisica o la piccola delinquenza.
Malcolm scelse così di darsi alla vita sbandata, tra furtarelli e centri di detenzione, passando per un lavoretto da lustrascarpe in un night club. Ecco allora che Bearzatti, con l’apporto di una sostenuta sezione ritmica (Danilo Gallo al basso e contrabbasso e Zeno De Rossi alla batteria e percussioni) e della tromba immaginifica di Giovanni Falzone, ci introduce alla geniale “Cotton Club”, che avrebbe potuto intitolarsi pure “Studio 54” per le sonorità funk, mixate a scorci di contemporaneità. Semplicemente bella, abilmente evocativa.
I sotterfugi, le truffe, i furti, la violenza, tutto appare ben descritto in “Prince of Crime” e “Satan in Chains”. Ansiogene, concitate, esplosive, forse abusano leggermente dell’elettronica ma tutto è finalizzato ad accompagnarci verso la struggenza riflessiva di “Conversion”, nella quale si percepisce la solitudine della prigionia, la mancanza d’aria, la paura che degenera in trasformazione, in ricerca di cambiamenti, a volte drastici e inusuali.
Fu così che Malcolm uscì di prigione e si lasciò attrarre dalla militanza per la setta islamica NOI (Nation of Islam), si convertì all’islamismo e cessò di possedere un cognome, divenendo quella tanto famosa X che lo accompagnò in tutte le sue lotte.
“A New Leader” è l’affermazione di Malcolm X, della tromba di Falzone, impegnata in dinamiche frenetiche sempre più convincenti, e dell’elettronica di Bearzatti, che volge al futuro così come i discorsi di Malcolm volgevano alla creazione di una nazione nera.
Ma, come spesso accade, la salda fede in un principio o in una lotta, spesso si scontra con la realtà della politica, con le nefandezze di chi usa quella fede per arricchirsi o per tutelarsi nelle proprie voluttà.
Così Malcolm X si rese conto di non essere circondato da altrettanta volontà di combattere in nome del nazionalismo nero e si scontrò con la NOI, fino a separarsene.
“Betrayal” è una lenta presa di coscienza, remissiva e malinconica, che ruota attorno al suono disperato del clarinetto di Bearzatti, al quale offre la spalla l’intensità trombettistica di Falzone.
L’orientaleggiante “Hajj”, con le imprevedibili e versatili percussioni di De Rossi, ci porta alla Mecca e verso la definitiva conversione sunnita, quella più pacifica e possibilista. Quella che condannerà a morte Malcolm e che possiamo immaginare ascoltando “Epilogue”, un requiem hip-hop con la profonda voce di Napoleon Maddox, travolgente e commovente, senza l’inutile stucchevolezza solitamente riservata ai martiri.
Malcolm X è stato certamente uno dei personaggi più controversi del ‘900 e il Tinissima 4et di Bearzatti ha saputo rendergli onori e disonori con coraggiosa intensità.
Non manca un tributo a un altro grande afroamericano alla ricerca di se stesso e convertitosi alla religione islamica, Muhammad Alì, al quale Bearzatti dedica la forza della sorridente melodia di “Kinshasa”.
Un disco davvero di grande impatto, che attraversa tutti i generi, che non si lascia imprigionare in improbabili definizioni, così come Malcolm non si lasciò imprigionare nella staticità di convinzioni sbagliate.
La metamorfosi delle sonorità jazz è tutta qui.

X (Suite for Malcolm) – Parco Della Musica Records/Egea Distribution

Tinissima 4et
Francesco Bearzatti sax, clarinet, xaphoon, electronics
Giovanni Falzone trumpet, human effects
Danilo Gallo double bass, electric bass
Zeno De Rossi drums, percussions
Napoleon Maddox voice on X (Epilogue)
Mauro Gargano pizzicato double bass on X (Epilogue)

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

2 thoughts on “Colpo di fulmine: “X (Suite for Malcolm)” di Francesco Bearzatti & Tinissima 4et

  1. L’album è bellissimo, sul mio blog l’ho definito il migliore dell’anno tra gli italioti, ma dal vivo l’impatto è ancora superiore: visti in luglio a Legnano sotto i portici del comune per via di un furioso temporale, suonare acustico ed incantare il pugno di appassionati rimasti a sfidare il tempo. Che mi dici di Haden al Manzoni ?

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