Colpo di Fulmine: “Visione passeggera” di Michele Fazio, pianoforte a cuore aperto

Mi sa tanto di avere un debole per i dischi di piano solo.

Ultimamente mi sembra che solamente questo tipo di performance musicale sappia risvegliare sopite emozioni, nel bene e nel male.
Assolutamente nel bene, se parliamo del primo disco solista di Michele Fazio, “Visione passeggera” (ed. Abeat), che ho avuto la fortuna di ricevere direttamente dal suo autore e interprete.
Una premessa è d’obbligo: conosco personalmente Michele, anche se non approfonditamente, e a lui sono legata dal ricordo di una persona speciale, Silvio Verdi, che entrambi incontrammo una lontana sera di quattro anni fa.
Ogni volta che incrocio Michele, penso a Silvio. Ogni volta che penso a Silvio, ricordo quella serata e sorrido, velatamente commossa.
Non credo che però sia questo il motivo della profonda emozione che mi ha provocato l’ascolto di “Visione passeggera”. Credo che la motivazione semplice e reale sia nascosta in poche parole: è un disco prezioso e speciale.
Non è sempre necessario classificare la Musica, delimitarla in qualche genere.
A volte pare proprio impossibile.
“Visione passeggera” è musica libera. E’ la storia di un pianista e del suo pianoforte, l’uno di fronte all’altro, pronti ad accarezzarsi con dolcezza ma anche a prendersi a ceffoni con livore e passione.
“Riflessione tormentata” ha la forza del dubbio che non cede alla certezza, “Mare notturno” pare trasporre in musica tutta la poesia di Hikmet, “Fior di canto” è una melodia talmente delicata da infrangersi al solo contatto con la percezione che ognuno di noi ha delle note, divenendo così la storia personale di ogni singolo individuo.
La voce recitante di Sergio Rubini introduce “Visione passeggera”, la storia di un fugace amore, l’apparizione di una speranza nella disperazione della solitudine. Ma non sono certo le parole di Puškin e della sua “Ricordo quel meraviglioso istante” a dare un senso alla musica, che parla da sola, si esprime con intensità e riempie ogni singolo istante di note immaginifiche.
“Danzando” è il risvegliarsi giocoso dell’armonia che si trasfigura in un brioso scherzomusicale mentre “Sogno”, forte di un’incisivo fraseggio, si fa strada tra i pensieri per rimanere indelebile cicatrice.
Dagmar Segbers, delicata interprete e coautrice della struggente “Stars in the night”, arricchisce d’ulteriore eleganza questo disco già così raffinato e di pregio.
Il tocco pianistico di Fazio trova la sua massima espressività in “Respiro”; “L’isola” ha tratti stilistici del romanticismo chopiniano.
Conclude questo intenso viaggio musicale la speranzosa “Risveglio all’alba”, colonna sonora ideale di nuovi inizi e di grandi progetti.
Michele Fazio in questi giorni è in tournée teatrale con Sergio Rubini in “A cuore aperto”, un recital dedicato alla grande poesia d’amore del ‘900, tra Neruda, Prévert, Sanguineti, Pavese, passando tra Totò e Eduardo De Filippo.
Approderà al Teatro Manzoni di Milano il 4 e 5 marzo.
Una splendida occasione per ascoltare dal vivo la musica di Michele e del suo pianoforte.

Visione passeggeraAbeat
Michele Fazio pianoforte
Dagmar Segbers voce in “Stars in the night”
Sergio Rubini voce in “Visione passeggera”

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Ha fondato www.lalettricegeniale.it per dedicarsi con slancio e perseveranza ai libri e alla lettura. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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