Colpo di fulmine: “The Skopje Connection meets Ernst Reijseger”

“Amam” mi aveva immediatamente conquistata, con le sue sonorità ipnotiche e fiammeggianti.

La chitarra di Georgi Sareski, il corno francese di Dzijan Emin e la tromba di Luca Aquino tornano con una nuova incisione, nata dall’incontro musicale con il violoncellista olandese Ernst Reijseger.
Formazione inusuale ma efficace, tra corde e ottoni, che raggiunge vette melodiche inaspettate ed efficaci.
Si parte quindi con la magia di “Giovanni da Nembro” e si prosegue con la festaiola e zingaresca “Branko, Branko, Branko”; il violoncello è protagonista assoluto della prima parte di “Marsh na V’nka”, e introduce la suadente melodia di cui è voce trainante il corno di Emin; “Gotcha” e “One legged tango” sono fulminee e irreverenti intercapedini musicali; la vivace “Zlust” anticipa il riuscitissimo duetto di tromba e violoncello in “Outskirts”.
“Love song 2” è delicata e introspettiva, “Tiny waltz” è allegra e spensierata; “Kas Kas” mette in luce tutte le doti melodiche di Aquino mentre “The old man and the seal” è un chiaro segno che l’incontro tra la Connection e Reijseger non è limitato alla produzione di questo disco, ma nasce dal profondo, da un’unione d’intenti che non può semplicemente ridursi a collaborazione una tatum ma si evolve verso una sinergia karmica impossibile da confinare alle 13 tracce del disco.
Il viaggio onirico si conclude con l’incisiva “Midnight Rooster” e l’evanescente “Gjotzville 2”.
The Skopje Connection si conferma come progetto di grande impatto emotivo, coraggioso esploratore di sonorità immaginifiche e trascendentali.
Aspetto con ansia la prossima evoluzione di questo viaggio della mente.

The Skopje Connection meets Ernst Reijseger
(Musikk Losen)

Luca Aquino tromba, flicorno soprano
Dzijan Emin corno francese, melodica
Georgi Sareski chitarra
Ernst Reijseger violoncello

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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