Colpo di fulmine: “Rossi intimi ascolti” di Andrea Grossi

Ferragosto.

Il mondo è completamente immobile.
Milano, tetra e spettrale, silenziosa al punto da costringere i pochi superstiti dell’esodo estivo a camminare in punta di piedi, per non disturbare ladri, puttane, miracolati e sognatori.
In questi giorni vuoti e abbandonati sono solite accadere le magie più bizzarre, quelle fatte di coriandoli, ritagli di lontani ricordi, e di stelle cadenti, tombe di desideri inespressi.
Mi cade tra le mani un disco regalatomi un mese fa da un’Amica preziosa.
Mi disse “voglio che tu lo ascolti, mi piacerebbe che tu ne scrivessi”.
Un ordine e un desiderio.
Che Dio benedica le Amiche così, intelligenti e sensibili quanto basta a farti del bene!
Perchè questo dono è davvero un gioiello scintillante, una macchia d’incanto nel vuoto assoluto del mio recente silenzio interiore.
“Rossi intimi ascolti” di Andrea Grossi è un disco autunnale, che fa venir voglia di vino rosso e caldarroste, di camini illuminati da timide fiamme che scaldano le pigre mezze stagioni.
Tredici tracce, piccoli romanzi compiuti, punti di vista spigolosi filtrati da cristalli colorati.
Voce confidenziale tra melodie curiose, Andrea Grossi si autoproduce e plasma un prodotto discografico curato in ogni minimo dettaglio stilistico, con un booklet degno di sguardi incantati: polvere cipriata e parole incastonate in dipinti fotografici.
“Note in blu” è perla rara nel vasto mare del jazz cantato, “Sorrisi di primavera” avvolge le emozioni con il velluto damascato del violoncello, “Caffè” è un tango spudorato e saporito.
Ci sono canzoni che han nome di femmina, sottolineano l’ovvio che si percepisce in ogni nota: Andrea è un uomo che ama le Donne, con la delicatezza di chi sa dipingerne ogni sfumatura, ogni irrazionale fiammata di pelle e cuore.
“Rosso colore” è preghiera d’immenso e passione, “Autoreggenti” è ironica melodia tra Francia e Romagna, “Ritorno” è magnificamente struggente e quella tromba… quella tromba è salata, fisiologica e vitale.
Termino l’ascolto e la lettura del booklet.
Scopro che Andrea è cresciuto tra Castel San Pietro e Imola, terre che conosco bene, legate a quell’angolo della mia famiglia che mesi fa si è smarrito in cielo.
Mi si scioglie una lacrima negli occhi.
Leggo il luogo in cui è stato registrato e mixato questo piccolo capolavoro e cado nel passato di serate tra Amici, tra le braccia di chi sfamava le misere richieste di un cuore ingordo.
Di questo avevo bisogno.
Niente accade per caso, l’ho sempre pensato.
Oggi lo credo un pizzico in più.
Andrea Grossi – “Rossi Intimi Ascolti”
(autoproduzione, 2010)

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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