Colpo di fulmine: i “Generi di conforto” di Folco Orselli

Esistono milanesi che non amano Milano.
Ma di questi, francamente, non ho alcuna considerazione.
Poi esistono i milanesi indigeni, nati e cresciuti nella metropoli, affezionati – nonostante tutte le oggettive difficoltà – ai palazzi, alle vie, al traffico, ai paesaggi di questa realtà così mutevole e sfuggente.
Infine, ci sono quelli come me, quelli che se ne innamorano perdutamente, senza remore e senza coscienza: la favola racconta che c’era una volta una ragazza, che in una notte di giugno di quattro anni fa, perse la testa per Milano, fece le valigie e si lasciò fagocitare dal vortice di emozioni, belle e brutte, che questa città sa regalare a chi osa sfidarla e viverla intensamente.
L’educazione di una milanese in erba, passa attraverso l’ascolto di Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Carlo Fava, si nutre delle parole di Cochi e Renato, di Beppe Viola e di Vincenzo Costantino.
Io, nel 2007, fui davvero fortunata.
M’innamorai di una città e poi di una voce, quella di Folco Orselli.
Mi capitò tra le mani “Milano Babilonia”, allora appena uscito, e fu colpo di fulmine per il suo funk-rock-blues, ruvido e tagliente a scolpire gli scorci di una città ormai alla deriva.
M’impressionò che ci fosse qualcuno capace d’intromettersi nei miei ricordi e nelle mie speranze, abile a raccontare la mia sconosciuta vita.
Così feci mio anche “La spina”, il suo precedente lavoro, che fu consumato tale e quale al suo successore. Poi, mi misi pazientemente in attesa di nuove note orselliane, godendo delle vecchie, tra concerti, manifestazioni e chiacchierate tra amici con la chitarra in mano.
Pare che giugno sia un mese fortunato nel mio connubio con Milano, così, all’inizio della scorsa estate, le nuove note bussarono alla mia porta… un’anteprima preziosa, simbolo di un legame importante con la musica e con la città.
Oggi l’attesa scade ufficialmente per tutti gli estimatori di Folco, ma anche per tutti coloro che ancora non lo conoscono e che molto presto – ne sono certa – inizieranno ad ammirarlo.
Nei migliori negozi e su iTunes è disponibile “Generi di conforto”, dieci canzoni confidenziali incisive e raffinate, ispirate alla grande tradizione delle colonne sonore cinematografiche.
Il disco, autoprodotto, ha origini terrone: ha iniziato questo suo viaggio nel mondo nascendo in un trullo, solido testimone della collaborazione tra Folco e Vincenzo Messina – arrangiatore e co-produttore artistico.
La musica che ha la fortuna di prendere forma dallo scambio creativo tra amici, è una Musica preziosa, assolutamente inestimabile. Non può essere altro che intrisa di entusiasmo e passione.
Così, complici gli archi dell’Orchestra Cantelli e gli splendidi arrangiamenti di Messina, “Generi di conforto” si presenta come un capolavoro di rara bellezza.
Esordisce con una seducente “In caccia di te”, immediatamente infuoca l’anima con “In equilibrio (cadendo nel blues)”, solletica le sinapsi con “Dubbi” e regala cangianti istantanee di vita con “La ballata di piazzale Maciachini”.
Poi, arriva “La ballata di Paolone” e sfido chiunque a non commuoversi di fronte alla meraviglia della melodia e alla struggenza di un testo che racconta la nostra storia, la nostra solitudine, la nostra voglia di rivincita. La nostra vita, di lacrime e sorrisi, di vizi e di virtù.
“Balla” è un augurio di gioia e luce mentre la rarefatta e delicata “Macaria” si ascolta in religioso silenzio, con il fiato sospeso e il cuore in mano.
Incanta la favola epica raccontata in “Storia della morte e del suo amore” e “Inno alla follia” graffia i pensieri e contorce lo stomaco.
L’album si chiude con l’abbraccio avvolgente di “Manila”, ultimo diamante di un gioiello discografico che sarà impossibile dimenticare.

L’album è stato autoprodotto dallo stesso Orselli per la sua neonata etichetta “Muso Records”, anche questa una storia da raccontare: “Io mi chiamo Folco, viene da folk, popolo, sono un uomo del popolo e questo disco mi piace che sia una storia tra me e la gente. Per questo motivo ho deciso di farlo uscire per la mia nuova etichetta Muso Records, per avere un dialogo diretto, meno intermediari, più verità.”.

Giovedì 17 novembre, alla Salumeria della Musica, Folco Orselli e una bella compagnia di musicisti daranno a “Generi di conforto” un’imperdibile e meritatissima ribalta.
Il disco inizierà il suo lungo viaggio, sfiorando l’anima di molti e attraversando l’inimmaginabile.
Io, come da tradizione, resterò in attesa dei suoi futuri racconti.
Questa volta, però, avrò Paolone a farmi compagnia.

Folco Orselli – Generi di conforto
(Muso Records – Venus distribuzione)

Folco Orselli voce
Vincenzo Messina tastiere
Giorgio Secco chitarre
Daniele Moretto, Pepe Ragonese tromba
Luciano Macchia trombone
Valentino Finoli sax
Marco Ricci contrabbasso
Stefano Bagnoli batteria
Orchestra Cantelli archi

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Ha fondato www.lalettricegeniale.it per dedicarsi con slancio e perseveranza ai libri e alla lettura. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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