Colpo di fulmine: “Coltrane Project” di Riccardo Fioravanti Trio

Gran bella serata quella di mercoledì scorso al Sunomi, in via Popoli Uniti 21 a Milano.
Il locale, che non si limita a essere un club come tanti ma è soprattutto una filosofia di vita, ha conquistato immediatamente la mia devozione.
Ne racconterò approfonditamente nei prossimi giorni e di sicuro diverrà uno dei miei luoghi preferiti, in questa Milano così culturalmente ristretta e in via di peggioramento.
Qui e ora voglio raccontare brevemente del concerto di Riccardo Fioravanti (contrabbasso), che con i compari Bebo Ferra (chitarra) e Andrea Dulbecco (vibrafono) ha presentato, a un pubblico attento ed entusiasta, il suo ultimo progetto discografico, “Coltrane Project”, edito da Abeat, etichetta discografica che riserva sempre particolare cura a tutte le proprie produzioni.
Concerto amabilmente introdotto da Luca Conti, direttore di Musica Jazz, che ha elogiato l’ottimo lavoro del trio, prospettandone un futuro radioso e grandi successi di critica e pubblico.
C’è da augurarsi che la previsione si avveri, data la bellezza di ciò che è seguito all’auspicio: poco più di un’ora di Musica con la maiuscola, accompagnata dalla simpatia di Fioravanti, che ne ha descritto la genesi, a volte con il piglio da maestro al conservatorio, a tratti con la goliardia di un amico con cui si fanno quattro chiacchiere al bar.

Atmosfera impeccabile, trio in veste semiacustica, con una minima amplificazione necessaria: la condizione migliore per assaporare un concerto jazz.
Si parte con “Mr. Syms”, si prosegue con “Moment’s Notice” e “Fifth House”, brani della tradizione coltraniana riletti in maniera personale da Fioravanti, con particolare riguardo agli aspetti melodici delle composizioni.
Seguono i tre brani originali del trio presenti nel disco: “Descent” di Dulbecco, dalle sfumature fortemente gregoriane, “Gentle Giant Steps” di Ferra, con una struttura così complessa da essere definita “l’olimpiade dei musicisti” dallo stesso leader del trio, e “Blue Trane Bossa” di Fioravanti, dichiaratamente ispirata alla melodia di “Blue Bossa” di Kenny Dohram.
Blues, swing e, addirittura, sfumature gregoriane, cosa chiedere di più a questo breve viaggio nel mondo del mostro sacro Coltrane?
C’è ancora tempo per ascoltare “Equinox”, un blues minore dalla struttura semplice, qui impreziosito dal vigoroso assolo di Fioravanti, e “Lazy Bird”, in una versione ballad, purtroppo non presente nel disco.
Non era semplice confrontarsi con il mito ma il trio ne esce vincente e rilancia con un’empatia e un affiatamento tali da rafforzare il suono di ogni singola nota.
“Coltrane Project” ospita anche tre ottimi trombettisti, stilisticamente molto diversi: Giovanni Falzone, Dino Rubino e Fabrizio Bosso. Anche in questa scelta Fioravanti si conferma ottimo innovatore, poco incline alle soluzioni semplici e tradizionali.
Un bel disco da ascoltare, tra le mura domestiche e, soprattutto, dal vivo.

“Coltrane Project” – Abeat Records – 2012 
Riccardo Fioravanti contrabbasso
Andrea Dulbecco vibrafono, marimba
Bebo Ferra chitarra acustica
Fabrizio Bosso tromba, flicorno
Giovanni Falzone tromba
Dino Rubino tromba, flicorno

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *