Colpo di fulmine: “Around Ornette” di Giovanni Falzone

I tributi sono spesso un terreno minato.

A volte, per timore di osare, si rischia di cadere in banali rivisitazioni o, ancora peggio, fare la figura dei piacioni scopiazzoni, che cavalcano note altrui, sperando di assecondare un pubblico ormai sempre meno esigente.
In nessuno di questi casi, può ricadere il nuovo lavoro discografico di Giovanni Falzone, “Around Ornette”, omaggio al sassofonista fondatore e pilastro del free jazz.
Dopo il pregevolissimo “Around Jimi” del 2010, dedicato al genio di Hendrix ritratto in un ipotetico incontro con Miles, Falzone si cimenta in una missione apparentemente impossibile: essere ancora più libero del liberissimo Coleman.
Non è quindi un semplice tributo, quanto piuttosto un’occasione di confronto e crescita.
“Around Ornette” inizia con un classico del repertorio colemaniano, “Blues Connotation”, che nella versione rivisitata dal quintetto di Falzone mette in risalto le sue sfumature più contemporanee, e prosegue con l’incalzante “Fuga Mentale”, brano scritto e magistralmente interpretato dal trombettista siciliano, ormai naturalizzato milanese.
“Lonely Woman”, da sempre in cima alle mie preferenze jazzistiche, arriva trainata da una bellissima quanto inaspettata introduzione, pur mantenendo inalterata la struggenza del brano originale. Da sottolineare gli interventi di un Francesco Bearzatti, ormai indiscutibile manipolatore di sonorità oniriche.
“Ornette” concentra in poco più di otto minuti il riassunto di una vita: dietro ogni nota si scorge il lirismo visionario di Coleman, splendidamente evidenziato dalla sordina della tromba di Falzone.
Seguono “Congeniality”, in cui la fa da padrona l’entusiasmante ritmica di Paolino Dalla Porta e Zeno De Rossi, e “Free” che delinea – non me ne vogliano i puristi – un crocevia di suoni quasi più riuscito dell’originale.
Ancora una volta determinante l’intervento solistico di Bearzatti in “King of the Free”, che precede una “Bourbon Street” ispirata al tradizionale jazz di New Orleans, quello delle più schiette marching band.
Falzone, accompagnato da una band di altissimo livello tecnico e interpretativo, compie un grandioso lavoro di scrittura e dipinge un quadro musicale dalle notevoli tinte fiammeggianti.
Ci si augura che il progetto possa trovare il maggior spazio possibile sui palchi italiani e internazionali.
In ultimo, ma solo per caso, un plauso va al booklet che accompagna il disco, un vero piacere per gli occhi, tra le foto di Andrea Boccalini e la cover disegnata dallo stesso Falzone.
Con la certezza che Coleman sarebbe orgoglioso di cotanto tributo, m’inchino a Falzone e al suo indiscutibile talento!

Giovanni FalzoneAround Ornette
(Auditorium Parco della Musica – distribution by Egea)

Giovanni Falzone tromba
Francesco Bearzatti sax e clarinetto
Beppe Caruso trombone
Paolino Dalla Porta contrabbasso
Zeno De Rossi batteria

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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