Colpo di fulmine: “A Jazz Story Suite” di Stefano Bagnoli

Sono stata via per un po’ di tempo.

Via in senso fisico solo per un paio di weekend.

Per quanto riguarda il resto di me, sono spiritualmente assente dal 20 maggio di quest’anno.

Forse mi riaccenderò, prima o poi.

Tornerò in me.

Per ora va bene così, e questa ritrovata voglia di passato, Amici e Famiglia, colma e illumina le oscure crepe dell’anima.
In questi giorni così belli e surreali ho ascoltato spesso un disco che per me è sinonimo di Amicizia.
Musica tra la più divertente che io abbia mai sentito, nell’accezione migliore dell’aggettivo.
Un divertimento spirituale, che fa sorridere il cuore e rallegra i sensi.
“A Jazz Story Suite” di Stefano Bagnoli è questo e tanto altro.
Il vero Jazz è tutto qui, in queste undici tracce, scritte e arrangiate dal bravo Bagnoli (eh si, incredibile ma vero, esistono batteristi che sono anche Musicisti!), che ci coinvolge con una musicalità straordinaria, che incentiva sorrisi a 32 denti e battiti spontanei di mani e piedi.
L’euforia dello swing di “The rhythm change” si contrappone al romanticismo seducente della ballad “Four B. brothers”, mentre il funk sbruffoncello di “Vien su’ tempo” fa da contraltare al pacato classicismo di “L’omino che piange”.
Stefano Bagnoli riesce quasi a rendere sensato il free di “Suonando nel portico”, ovvero quando l’apparente casualità delle note nasconde intrecci e costruzioni di altissimo livello compositivo.
Non manca il blues in questo disco che sfiora quasi tutto lo scibile musicale: ecco allora l’infinita dedica a Enzo Jannacci ne “Il Troncio”, con una sezione fiati che appare sorniona solo quanto basta per rendersi incredibilmente seduttiva e conquistatrice.
Belli gli interludi tra un brano e l’altro, che mettono in risalto il talento e le caratteristiche di ciascun componente di questa spettacolare dream band: Mauro Negri all’alto sax, Fabrizio Bosso alla tromba, Carlo Bagnoli al sax baritono, Dado Moroni al pianoforte, Massimo Moriconi al contrabbasso, Alfredo Ferrario al clarinetto e lo scomparso e tanto compianto Giampiero Prina, grande batterista qui nell’insolita veste di sassofonista e clarinettista.
E ancora, tre ulteriori preziosi gioielli nei classici delle bonus track, che confermano l’affiatamento creativo del trio Moroni-Moriconi-Bagnoli, che tanto ho amato anche in “Heart of the Swing” e in “Super Star Triok”.
Se volete continuare a sorridere, anzi a ridere fino alle lacrime, sfogliate e leggete il booklet e le battute esilaranti emerse tra i Musicisti durante la registrazione del disco.
“A Jazz Story Suite” è un’allegra scampagnata tra Amici veri.
Niente di meglio per colmare i vuoti di certe assenze e godere della magia di alcune importanti presenze.
Perchè la Musica non ci lascia mai soli.

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

2 thoughts on “Colpo di fulmine: “A Jazz Story Suite” di Stefano Bagnoli

  1. Apparentemente una “tipica recensione”…
    Sostanzialmente, “uno scritto” di una persona “profonda e sensibile”…
    Di quelle persone “profonde e sensibili” di cui la musica jazz e noi jazzisti avremmo continuamente bisogno…
    Grazie Elena per tre semplici motivi:
    1°) come musicista.
    2°) Come amico da una vita di Stefano che ho sempre ritenuto prima un musicista e poi un batterista perchè, come me, tenta ogni volta (riuscendoci sempre !!) di rendere “cantabile” questo “odioso” (per la maggioranza degli ignoranti…) strumento che, suonato con anima e sentimento, sa essere anche armonico.
    3°) Per aver, anche se “di passaggio” , menzionato il fraterno amico Giampiero per il quale non passa giorno che io non lo pensi, a volte con gioia, a volte con tristezza …
    Grazie Elena, grazie di cuore anche se non ti conosco.
    Dario

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