Colorare la domenica: “Coloriage” di Richard Galliano e Gabriele Mirabassi

Non si dovrebbe mai scrivere di domenica.
E’ il giorno del riposo, fisico e intellettuale.
Sensoriale.
Si dovrebbe dormire per tutto il giorno e pensare a nulla.
Mi sono svegliata con l’esigenza di non essere qui, a Milano.
Vorrei essere a Parigi, sola, tra un croque monsieur e un bicchiere di vin blanc.
Oggi sono particolarmente sensibile, scarnificata, empatica.
C’è qualcuno che oggi mi fa soffrire.
Un pochino, solo un pochino.
E solo oggi.
Prendo l’iPod e ascolto “Coloriage” di Richard Galliano e Gabriele Mirabassi.
Se è vero che la musica ha il potere di trasportarci ovunque, le note di questo cd sono il mio rifiugio dei giorni come questo, quelli in cui vorrei essere Altrove.

Il suono dell’accordéon di Galliano è senza confini. Non sai se essere una parigina a passeggio lungo la Senna o se avere i selvaggi capelli di una zingara provenzale, gitana senza meta.
Poi c’è Lui, IL clarinetto di Gabriele Mirabassi, una delle mie passioni.
Si, lo so, ogni cento righe ho un grande amore musicale.
Ho detto di non essere una groupie ma non ho mai detto di avere un’anima fedele ad un solo Dio, un solo strumento, un unico genere o un musicista in particolare.
Gabriele Mirabassi e il suo clarinetto sono uno di quei rari piaceri per cui è bello svegliarsi in un giorno come questo, un po’ tristarello e fragile, e trasformarlo in qualcosa di magico e scintillante.
Ascolto favole fatte di note e placo l’anima irrequieta di chi non vuole più fuggire e sta imparando a restare.
Mi tuffo in “Coloriage” e tra un waltzer ed un tango (quasi tutte composizioni dello stesso Galliano) mi aggrappo alla vita che ho, tralasciando quella che non avrò.
Svuoto la mente e divento marionetta sorretta dagli invisibili fili delle note di “Beritzwalz”, immagino l’evolversi di un amore impossibile sulla rivisitazione di un classico di Monk, una “Reflections” che qui assume sfumature spudoratamente sensuali.
Se “Spleen” mi costringe sempre alla riflessione più commovente e profonda, la frenetica “Il viaggio” incita ai sorrisi e alla voglia di fare.
L’irriverente “Tea for Toots” e la delicata “Giselle” si contrappongono stilisticamente l’una all’altra, in un goliardico bisticcio di suoni e colori.
La folle costruzione armonica di “Coloriage” è semplicemente perfetta per risvegliare l’anima sopita dal grigiore di un inverno che se ne sta andando.
Un penultimo ballo della fantasia, con “Ballade pour Marion”, e si arriva alla malinconia di Piazzolla e della sua “Chiquilin de bachin”, degna conclusione di questo breve viaggio nell’Altrove, dove non c’è assolutamente spazio per pensare a chi ci fa soffrire.
Ma soffrire un pochino, solo un pochino.
Buona domenica e buona musica.

“Coloriage” di Richard Galliano e Gabriele Mirabassi – Egea

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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