Motori | Cinque volte cabrio

L’Estate è il momento per apprezzare i giocattoli dei patiti del capello al vento, del foulard sulla testa anni ’60, del cappellino da baseball che fa subito teutonico al volante. Appassionati che con i primi caldi aprono polverosi garage, per portare alla luce e a spasso signorine un po’ scoperte. D’epoca o ultimo modello non importa, basta che siano cabrio.

E quando finalmente si sollevano i teli invernali, vengono mostrate con orgoglio delle vere bellezze sotto i raggi del sole.

FIAT Ritmo Cabrio
photo credit | fiatritmo.altervista.org

Provo a raccontarvi cinque fascinose decapottabili che, secondo me, per storia e linea hanno un posto nel cuore degli amatori del genere.

1. La Jaguar E-type, ladra di cuori

L’auto inglese preferita da Diabolik, nella versione cabrio, ha una linea perfetta e affusolata, sexy e affascinante. Fu infatti disegnata da un esperto di aerodinamica e per oltre un decennio in  70.000 se ne innamorarono.

Definita da Enzo Ferrari l’auto più bella mai costruita, la Jaguar E-Type rimase in produzione dal 1961 al 1974, circolando con la sua eleganza per le strade europee e del Nord America.

Particolare per i fari anteriori allungati e con la copertura a cupola in vetro, il terminale di scarico doppio sotto la targa e le luci di segnalazione sopra i paraurti. E soprattutto dotata di un sorriso irresistibile dovuto alla presa d’aria anteriore ridotta, una vera e propria bocca alla fine di uno splendido anteriore sfuggente.

photo credit | L’automobile
2. La storica Pagoda

Famosissima cabrio Mercedes, la SL 230 si presenta al mondo nel 1963 con la capote in tela e con il particolarissimo tetto rigido a bordi rialzati che le valse il soprannome di Pagoda.

photo credit | Mercedes-Benz

Proporzioni auree per larghezza e lunghezza, la nuova Mercedes conquista il mercato in anni in cui la E-Type della Jaguar e la Lancia Fulvia la facevano da primedonne.

La Pagoda aveva una rivale meravigliosa dall’altra parte dell’Oceano, eppure furono molti gli americani a preferirla alla stella di casa Corvette.

3. 124 Spider ed è subito orgoglio italiano

Un grande successo per quasi vent’anni, la FIAT 124 Spider fu prodotta dal 1966 al 1985 in 150 mila esemplari,  conquistando il mondo. Macchina simbolo del boom economico italiano, fece grandi numeri per l’incredibile successo di pubblico.

photo credit | www.gazzetta.it

La Sport Spider 124 era realizzata sul telaio accorciato della versione berlina, prodotta da Pininfarina fino al 1975. Tra il 1975 ed il 1981 infatti la versione cabrio della 124 continuò ad essere prodotta, col nome di Fiat Spider, solo per il mercato USA. Gli americani ci amano di più quando scoperchiamo le nostre bellezze.

Riproposta l’anno scorso, dopo una joint venture con Mazda Mx-5, di cui utilizza il pianale, la piccola Spider è stata venduta anche online in 124 esemplari in edizione limitata Rosso Passione.

4. 500 volte cabrio

Cosa posso raccontare di un’auto che tutti amiamo? La FIAT 500 racconta un pezzo della storia familiare di ognuno di noi.

Primo grande successo di massa della FIAT, la 500 debutta nel lontanissimo 1936 e anche la versione cabrio la vede principessa di moltissime estati italiane.

photo credit | FIAT

Bissa un successo incredibile anche con la riedizione, che la vede ormai ridisegnata per l’ennesima volta e sempre apprezzata da un grande pubblico italiano e internazionale.
Colori e allestimenti si sprecano, per un’auto personalizzata al dettaglio e utilizzata come base creativa per livree anche azzardate.

Acquistabile anche online su Amazon, con un bel progetto che la vede disponibile al leasing a privato con prezzi dedicati ai clienti web.

5.La regina Giulietta

Non sono obiettiva e non avrò parole edulcorate a sproposito. La Giulietta Spider Alfa Romeo, nella versione del ’59,  è la macchina più bella del mondo, IMHO.

Rosso Alfa, cromature lucide, cerchi sportivi e meccanica sartoriale. Qui parliamo di alta moda dell’automobilismo italiano. Progetto Pininfarina dei primi anni Cinquanta, nasce per una richiesta del mercato americano, che sempre ha fame di italiane decapottabili.

In produzione dal ’55 al ’62 in poco più di 17 mila esemplari, il modello unico prototipo è conservato al Museo dell’Alfa Romeo di Arese, ditemi se non vi tremano i polsi ad ammirare queste linee!

photo credit | Museo Alfa Romeo

Vi ho mostrasto cinque auto molto diverse tra loro, con il comune denominatore di essere nate dall’ingegno di uomini e donne degli anni sessanta, in un’Europa che usciva dal post guerra per avviarsi con entusiasmo alla conquista delle strade e delle città con un nuovo concetto di mobilità.
Alcune di queste auto sono state riproposte recentemente e accolte come un dono dal passato, un tesoro ritrovato.
Testimoni che certe linee rimangono ricche di fascino anche nel millennio successivo.

About Agnese Scarito

Mamma di gemelli, digital pre-Social, sostenitrice del tacco 12 ma proprietaria di Birkenstock. Leggo, ascolto, scrivo e lavoro in ordine sparso. Ho fissazioni anziane come Mina, Cesare Pavese e le auto. Amo i cambi Steptronic ma la mia macchina preferita è una Giulietta del '59. Mi appassiono di quasi tutto, se chi me lo racconta ha passione. Quindi scrivo per passione.

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