Cinema | Cara Bridget Jones… grazie!

Cara Bridget Jones,
ti confesso che il primo libro che parlava di te non mi aveva convinta fino in fondo, ma forse questo era dovuto al fatto che ai tempi io avevo 21 anni e tu invece eri già una trentenne parecchio incasinata.
Non che io non fossi piena di casini, eh. Nel 1995 avevo già avuto un fidanzato manesco e psicolabile, un triangolo piuttosto assurdo e un discreto periodo di magra.
Forse di te mi disturbava l’indomabile capacità di metterti sempre nei guai, anche quando sarebbe bastato pochissimo per venir fuori da certe situazioni imbarazzanti.
Ecco, mi sembravi un bel po’ stupidotta.

Devo dire che però il primo film che ti dedicarono mi fece cambiare idea, forse perchè Renée Zellweger con quel suo faccino tondo e stordito aveva saputo renderti giustizia oltre ogni ragionevole dubbio. Eri sì stupidotta, ma con molta simpatia.

Abbiamo tutte amato i tuoi mutandoni e le tue innumerevoli gaffes.
Soprattutto, abbiamo tutte amato quando Daniel Clever/Hugh Grant ha dovuto ammettere di provare qualcosa per te. La rivincita della cicciottina stupidotta sul macho seduttore!

Vogliamo poi dimenticare che alla fine ti sei portata a casa Marc Darcy/Colin Firth?
No, assolutamente no, ce lo ricordiamo benissimo tutte che sei riuscita a conquistare un gentleman dai sani principi, capace di dire e dimostrare che ti ama così come sei!

Cara Bridget, sei diventata l’idolo indiscusso di tutte le ragazze un po’ impacciate, di tutte le single che finiscono ripetutamente a letto con l’uomo sbagliato, di quelle che pasticciano qualsiasi cosa, creando enormi buchi neri dove è impossibile non perdersi.

Soprassediamo sul secondo film, che è stato un pasticciaccio brutto e poco sensato.
Litighi con Marc per banali questioni di gelosia (ma sei scema??? uno integerrimo come Marc, piuttosto che tradirti si taglia il pisello!), poi torna il piacione Clever che ti porta in Thailandia, finisci in galera, qualcuno ti aiuta a uscirne pulita e infine ti risvegli dal rincoglionimento totale, fai 1+1=2 e capisci che, ancora una volta, è stato Marc Darcy a salvarti!
Niente, con quel film m’hai fatto venire voglia di prenderti brutalmente a schiaffoni, anche se quel tuo momento vogue in carcere un sorriso me l’ha strappato.

Ti ritrovo ora al cinema, sei di nuovo single, perchè ti sei accorta che è difficilissimo stare con un uomo dello spessore morale e con l’impegno civile di Darcy.
E avrai anche ragione, santiddio, che a nessuna di noi fa piacere avere sempre per casa sconosciuti da aiutare, gente per cui lottare, colleghi da sfamare! Ma lui è Marc Darcy, hai presente quel tipo affascinante, alto, con il portamento di un lord, educato, sensibile, protettivo, intelligente e brillante, che tra l’altro pare pure che ti scopasse da dio???
Ecco, tu lo hai lasciato e lui s’è sposato con un’altra. Ci siamo rimaste tutte malissimo.

Sei di nuovo sola Bridget, sei tornata al punto di partenza e a me andrebbe pure bene se tu fossi una single felice (esistono e vivono benissimo, non credere a chi ti dice il contrario).
Invece te ne stai lì, con il tuo misero cupcake con candelina, un bicchiere di vino bianco e l’orrido pensiero che sia arrivato il tuo 43esimo compleanno.

Tra l’altro, carissima Bridget, ti sei rimessa in forma e hai un gran bel fisico, ma mentre contavi le calorie avresti dovuto curare un pochino di più la pelle del tuo viso. Va benissimo invecchiare senza plastificarsi la faccia, noi siamo da sempre #teamAnnaMagnani; va meno bene lasciare che la pelle cada al punto da farci sembrare uno sharpei.
La mezza misura, Bridget, la mezza misura…

Anche oggi sei sprovveduta, pasticciona, imbranata, fuori luogo ed eccessivamente rugosa, però non si può negare che tu sia diventata ancora più simpatica, forse perchè passare i 40 anni ti ha dato quella consapevolezza che coglie tutte noi: se siamo arrivate vive fin qui, possiamo andare anche oltre.

Ed è grazie a questa leggerezza d’animo – che noi non-groupies chiamiamo #fottesega – che il tuo fascino diventa talmente evidente da far girare la testa all’uomo più figo del mondo, Patrick Dempsey.
Te lo porti a letto in meno di un nanosecondo, con una facilità che io non avevo nemmeno a vent’anni sotto l’effetto di una bottiglia di vodka. CHAPEAU!

Hai guadagnato tutta la mia stima, sorella!
Soprattutto dopo che sei riuscita a sedurre nuovamente anche Marc, che ormai lontano da te è triste come l’ultimo dodo prima di estinguersi dalla faccia della Terra.

Ti fai pure lui senza troppi problemi, almeno fino a quando il ricordo della tua vita accanto al paladino dei diritti sociali fa riaffiorare quel senso di solitudine e inadeguatezza che ti aveva spinto a lasciarlo.

E lì, cara Bridget, in quel preciso istante, io ti ho sentito così vicina da volerti abbracciare.
Scappa ragazza, scappa e vai a schiarirti le idee, prenditi del tempo da dedicare a te stessa e non lasciarti riportare verso un passato che ti stava stretto. Ti chiedo scusa, sorella, per non averti compresa all’inizio del film.

In quel momento, diventi una vera vincente.
Sì tu, proprio tu: quella che si presentò a una festa vestita da coniglietta, quella che ha fatto vedere il culo a migliaia di spettatori, quella che riesce a cadere a faccia in giù nel fango, indossando una mise candida come la neve.
Tu, finalmente, hai imparato quanto vali.

Da lì in poi sarà un crescendo di soddisfazioni, che qui non posso elencare perchè non voglio spoilerare nulla della tua gravidanza un tantino particolare.
Ma una cosa è certa: Bridget Jones, amiche mie, con questa sua ultima avventura ci ripete la prima lezione delle non-groupies, ovvero che se non mettiamo noi stesse prima di qualsiasi uomo, non troveremo mai la persona giusta e la situazione perfetta per noi.

Si può essere veramente amate e comprese dagli altri, solo quando impariamo a volerci bene davvero da sole.

Buona vita Bridget e… ma come cazzo hai fatto a scegliere lui invece dell’altro???

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Ha fondato www.lalettricegeniale.it per dedicarsi con slancio e perseveranza ai libri e alla lettura. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

3 thoughts on “Cinema | Cara Bridget Jones… grazie!

  1. Allora, io il primo libro e il primo film li ho adorati forse perché io e Bridget siamo coetaenee. Il massimo è stato andare a vedere il film col mio ragazzo /al Ducale tanto per la cronaca) insieme da poco, io gasatissima, lui agente di borsa, con tutto il pedigree e decidere giusto quella sera dopo una litigata di lasciarlo.
    Questo terzo ti dirò dalla trama che racconti NON è preso paro paro dal libro, che è uscito qualche anno fa, non ha avuto grande successo ma a me è piaciuto.
    Sai perché Bridget è unica, a mio modestissimo avviso? Perché naviga a vista sia con la rara bonaccia che nella tempesta e anche quando si trasforma in figa, non se la mena per niente.
    Bacio

    1. Cara Sandra, Bridget è unica come tutte noi, diciamolo!
      🙂
      In quest’ultimo film ho decisamente notato la sua maturità di donna, con la consapevolezza di avere un valore e di non voler scendere a patti con nessuno per mantenerlo inalterato. E’ questo che finalmente ho amato di lei!
      Questo è il bello di diventare grandi, da Bridget, da Elena o da Sandra, no?

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