Chi è amato, non dimentica: Ceres colora le strade

Chi è vulut bene, nun s’o scorda
Chi è amato, non dimentica.

Immaginate questa scena: due bambini felici che si contendono un pallone a mezz’aria. Dove siamo? Potremmo essere in qualsiasi città del mondo, mi risponderete voi.
Vi do un altro indizio, indossano delle maglie di due squadre di calcio: una azzurra e un’altra a righe bianche e celesti.
Ci siete? Siamo a Napoli, l’unico posto al mondo dove oltre la squadra della propria città si venera la nazionale argentina perché entrambe simbolo del campione più amato: Diego Armando Maradona.
Ed è proprio di Maradona la frase “Chi ama, non dimentica” che ha ispirato la scena che vi ho appena raccontato e che è il nuovo murales realizzato a Napoli da Ceres con il progetto “In strada c’è colore” a sostegno della street art nelle città italiane.

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Davanti a un campetto in cemento, il muro degli artisti siciliani Rosk e Loste prende vita e racconta una storia che ha tutta l’essenza street più autentica, due scugnizzi che giocano a pallone. Le urla di gioia, le risate, le magliette sudate e l’ebbrezza del goal decisivo.

Il murales che campeggia sul fianco di uno dei palazzi del Parco Merola di Ponticelli, nella periferia orientale della mia città, si aggiunge ad altri due murales già presenti sul territorio di Ponticelli – Ael, Tutt’egual song’e criature firmato da Jorit Agoch e ‘A pazziella ‘n man”e criature realizzato invece da Zed1 – e con essi va a comporre un’ideale percorso di creatività urbana dedicato alla protezione dell’infanzia, al diritto al gioco e al rispetto della diversità.

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Quest’opera ha un doppio valore per me che di questa terra sono figlia e che mi fa provare gioie intensissime, come quando posso vederne le cose più belleoppure tremare i polsi con episodi di violenza: il valore della bellezza di questo murale in luoghi anonimi dove i bambini giocano in mezzo al grigiore e l’importanza del messaggio di amore. E’ come se dicesse a tutti quelli che lo guardano “un bambino felice e amato, sarà un adulto e un genitore che farà tesoro di quell’amore e lo diffonderà intorno a sé”.

Supportando Inward l’osservatorio italiano per la creatività urbana, Ceres ha scelto di colorare le città italiane, coinvolgendo rilevanti artisti street.

Anche Torino, infatti, è destinataria di una delle opere commissionate da Ceres: nel quartiere San Salvario, importante centro multietnico del capoluogo piemontese c’è “Blu Cerebrale” , opera realizzata da Corn79.

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A illuminare un enorme muro di una palazzina posta proprio al centro del quartiere, c’è il blu nelle sue sfumature più intense che si intreccia con le circonferenze che caratterizzano l’opera di Corn79.

Ammiro molto il lavoro di Ceres, la sua comunicazione è brillante e ha mostrato più di una volta di essere un brand attento ai cambiamenti della società – grandi e piccoli – con azioni di marketing memorabili.
Ancora di più mi piace il suo legame con la città e le strade e cercare di raccontarle e farle vivere.
Aspettiamo altri murales e nuova bellezza per le nostre città.

Torino

Napoli

Buzzoole

About Nunzia Arillo

Sociologa, communications manager e, soprattutto, napoletana. Costantemente impegnata nella lotta tra serio e faceto. Riempie la sua vita - con la stessa intensità - di innovazione, libri e caffè. Non si ferma davanti a niente, nemmeno di fronte all'etichetta "lavare solo a secco". Crede nella reincarnazione e nella prossima vita vorrebbe essere manichino da Bergdorf Goodman. E' sedotta dal lusso, ma conosce la parola "mercatino" in tutte le lingue del mondo. Scrive sempre e ovunque pure su rotoloni asciugatutto (true story), non meravigliatevi di trovare la sua firma su magazine di musica, moda e luxury. Mollerebbe tutto per seguire Ivano Fossati ma la sua unica divinità è Stevie Wonder. La mattina si sveglia con il sorriso ma non dovete parlarle prima del caffè. Adora i numeri dispari, ma le piace ordinare le cose per 10.

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