#be40behappy | È qui la testa? Mindfulness, tre domande a Carolina Traverso

Potete fare tutto quello che volete per il vostro corpo.
Potete stare a dieta per tutta la vita, potete correre tutti i giorni, potete avvolgervi in creme preziose e abiti favolosi, potete curare maniacalmente il vostro aspetto esteriore ma prendete atto di una banale realtà: se la vostra mente vi rema contro, niente di tutto questo vi appagherà.

Era il 2011, indossavo una 42/44, avevo i capelli lunghi e fluenti, le cosce sode e delle belle tette seminascoste da scollature ammiccanti.
Ed ero molto triste.

Le cose non andavano bene, il lavoro stava rotolando verso il punto più basso della professionalità, Milano mi opprimeva, non riuscivo a ritrovare interesse per ciò che mi aveva sempre illuminata e avevo scoperto che una persona che credevo amica era in realtà solo un’approfittatrice senza scrupoli.

La mia totale incapacità di vedere una via d’uscita a tutto questo, mi aveva fatta sprofondare in una costante tristezza.

Poi, la mindfluness è entrata nella mia vita e, grazie all’incontro con Carolina Traverso – psicologa, psicoterapeuta, MBRS teacher e fondatrice di Semplicemente Spazio – che mi ha insegnato a praticare con costanza e dedizione, ho ritrovato me stessa, la mia forza e la capacità di vivere nel presente.

Che cos’è la mindfulness:
Cito direttamente dal sito Semplicemente Mindfulness:
la mindfulness è un’esperienza trasformativa fondata sulla pratica della meditazione di consapevolezza che consente di vivere il presente come un’opportunità di scoperta e di crescita, lasciando andare le aspettative e i timori su come le cose potrebbero essere in favore di un’esplorazione curiosa e gentile di come le cose stanno veramente, a partire dall’osservazione delle sensazioni, delle emozioni e dei pensieri che di momento in momento attraversano la nostra esperienza.

impariamo a respirare con la mindfulness

Per farvi comprendere meglio quali siano gli effetti della pratica meditativa sulla vita di tutti i giorni, ho voluto fare tre domande a Carolina.

Praticare mindfulness in una città fortemente workaholic come Milano, dove si corre sempre, si vive per lavorare e si ha poco tempo per sorridere serenamente. Penso ai manager, ai broker, ai fashion addicted, ma anche a chiunque esca di casa alle sette del mattino e torni alle otto di sera.
Si può fare? 

La mindfulness può essere praticata da tutte le persone che desiderano farlo, indipendentemente dal lavoro che fanno o dal contesto in cui si muovono.
E’ vero che alcuni ambienti sono più favorevoli di altri, ma iniziare a connetterci con ciò che accade momento per momento in un modo che sia benefico per noi stessi e per chi ci circonda è più semplice di quanto non si creda.
Il primo passo non è tanto aspettarsi che il contesto cambi, ma piuttosto partire da noi.
A questo proposito ognuno potrebbe pensare, così come pensa ad assumere una dieta sana e bilanciata, ad una dieta di meditazione calibrata sul proprio stile di vita, che permetta di mantenere una mente sana e un cuore aperto senza che la pratica diventi l’ennesima cosa da fare.
Per esempio, chi ha uno stile di vita dominato dagli impegni e dalle responsabilità, può prendere diverse pause nell’arco della giornata tornando semplicemente al proprio respiro per il tempo che sente necessario e rinforzarle con brevi periodi di meditazione vera e propria (5-10 minuti) distribuiti nell’arco della giornata. Nel fine settimana poi, o in certi momenti dell’anno, si possono scegliere periodi di pratica più lunghi che vanno da qualche ora a qualche giorno in forma di ritiro.
Ci sono poi diverse App che possono sostenerci nella pratica – Mindful, Insight Timer, Headspace sono quelle che consiglio – e anche frequentare settimanalmente un gruppo o iscriversi a un corso mindfulness-based può essere un grande aiuto all’essere più mindful nella nostra vita quotidiana. Frequentare un gruppo ha anche un altro vantaggio: ci aiuta a capire che, nonostante le apparenze, siamo tutti molto più simili di quanto non crediamo e a sviluppare di conseguenza una maggiore accettazione nei confronti di noi stessi e degli altri.

Il tuo preziosissimo lavoro aiuta le persone a sentirsi meglio, imparando ad ascoltarsi e ad ascoltare e riscoprendo anche il valore della gratitudine, tutte cose che sembrano facilissime ma che nella realtà sono sempre sottovalutate. Come si vince la resistenza iniziale di chi ha un briciolo di curiosità verso la mindfulness e troppa certezza di sapere già tutto?

Per avvicinarsi alla pratica, bisogna essere disponibili e avere un briciolo di curiosità è alla base di qualsiasi forma di apprendimento. Di fatto, la curiosità genera automaticamente consapevolezza: una persona curiosa è connessa con i sensi e coltiva naturalmente uno stato di attenzione e di stupore verso le cose così come si manifestano momento per momento.
La curiosità va diretta anche verso i propri pregiudizi. Pensieri come “Non ho tempo”, “E’ noioso”, “Sono incapace di stare fermo”, “La mia mente va troppo veloce”, sono di fatto solo pensieri, non verità assolute, legati ad un’idea di cosa è la meditazione che non si basa sull’esperienza diretta.
Ai curiosi consiglierei dunque di provare, mentre per gli scettici mi viene da dire che c’è ben poco da fare. D’altronde la mindfulness non porta con sé l’invito a forzare, né tanto meno a fare proselitismo, ma piuttosto l’insieme delle sue tecniche ci aiuta a vedere sempre più chiaramente la differenza tra ciò che possiamo cambiare e ciò che invece non può essere modificato. In questo modo possiamo usare le nostre energie non tanto per combattere ciò che non ci piace, quanto per costruire nel presente il futuro a cui aspiriamo.

In un progetto come #be40behappy, che mira a far ritrovare un ottimale equilibrio per affrontare meglio il passare del tempo e gli effetti che ne derivano, quanto può essere importante praticare?

Invecchiare incute paura alla maggior parte delle persone, uomini o donne che siano. Per tanto tempo non immaginiamo di invecchiare, magari ci auguriamo di vivere per tanti anni, ma non di sfiorire.
Praticare mindfulness ci insegna a stare con il cambiamento, e a non fuggire dalle nostre paure. Spesso dietro alla preoccupazione per l’aspetto esteriore e l’invecchiamento si celano altre paure, come per esempio quella di non essere amati o della solitudine.
La pratica, con il suo invito a fare amicizia con noi stessi senza affannarci a correggerci come solitamente tendiamo a fare, può aiutarci ad affrontare i cambiamenti inevitabili del corpo e a prenderci cura del nostro aspetto fisico con amore e senza drammi, in dignità.
Inoltre, la consapevolezza del tempo che passa e che lascia i suoi segni può diventare un’opportunità per non sprecare le nostre vite, e non essere così schiavi dei pregiudizi culturali: non è detto che giovane equivalga necessariamente a positivo, e vecchio a negativo. Chi ha vissuto bene ha con sé un patrimonio di saggezza con cui potrebbe illuminare una stanza intera. E sono quasi certa che, se guardandoci allo specchio potessimo sostituire il suo sguardo amorevole al nostro spesso troppo critico, forse saremmo già immediatamente più sereni.

Bei pensieri e mindfulness

Una persona che ha buoni pensieri non può mai essere brutta.
Puoi avere un naso e una bocca sbilenchi, il doppio mento e i denti che spuntano fuori,
ma se hai buoni pensieri, faranno brillare il tuo viso come raggi di sole e apparirai sempre bella.

Grazie Carolina.

Se volete approfondire l’argomento e chiedere un appuntamento, potete contattarla scrivendo a carolina@semplicementemindfulness.com.
Semplicemente Spazio si trova in Via S. Calocero 3 a Milano (MM S.Ambrogio/S.Agostino).

#be40behappy

Ho scritto questo post ascoltando:

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Ha fondato www.lalettricegeniale.it per dedicarsi con slancio e perseveranza ai libri e alla lettura. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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