Libri | Antonella Lattanzi e Una storia nera

Una storia nera è il terzo romanzo di Antonella Lattanzi, edito da Mondadori.
Ho avuto l’onore di incontrare la scrittrice a casa di Chiara Beretta Mazzotta, in un piacevolissimo incontro tra amanti di libri (blogger li chiamano alcuni, ma io preferisco così).

Antonella Lattanzi - Una storia nera

Il romanzo è un noir e parla dell’amore malato tra Carla e Vito, un amore lungo e passionale costellato di botte, violenza psicologica e controllo. Coppia fin da giovanissimi, tre figli di cui due adulti e indipendenti, testimoni delle dinamiche malate, l’ultima figlia appena treenne. Vito e Carla sono raccontanti fin dalle prime pagine come i due estremi dello stesso problema, della stessa ossessione. Vito è alto, bello, stimato ed ovviamente la violenza non è riconosciuta a questo tipo di uomo, ha la nomea del marito retto e amorevole. Carla è una bella donna, determinata, anche per lei non regge il ruolo della vittima. Eppure la sera del compleanno della piccola Mara parte una storia nera: Vito scompare, tutti lo cercano tra Roma e Massafra, e man mano emergono i personaggi di una saga ad alto ritmo, con dialoghi stretti e fatti raccontati con una modalità densa.
Il libro è scritto intensamente, con un ritmo incalzante che ti si appiccica sulla pelle come il caldo romano raccontato all’inizio della storia.
Ti volano sulla testa i gabbiani testimoni di una scomparsa e il freddo dei mesi che chiudono la storia è lo stesso freddo che senti dentro il cuore di alcuni personaggi. La scrittura ti risucchia nella vita dei protagonisti, dopo le primissime pagine che già ti hanno raccontato la storia e tanto ti fanno desiderare di arrivarne ai confini. Ma non è la trama, che fin dalle prime pagine è abbastanza chiara, ma lo spessore degli attori, che ti rapisce nell’avida lettura.

Donne, tante, in queste pagine. Donne giovani e meno giovani, tutte negative, tutte ammalate d’amore in modo diverso.
Carla sembrerebbe l’unica ad affrancarsi, lasciando un marito violento e con un nuovo amore in corso, eppure non è così e la storia lo dimostrerà. Carla subisce la violenza di un amore passionale che comunque rimane il centro della sua vita. Rosa è una figlia affezionata e amorevole nonostante abbia assistito per una vita a violenze e soprusi nei confronti della madre, si mette all’angolo, è remissiva, porta i segni della violenza passiva. Nicola, l’altro figlio di Vito e Carla, è un ragazzo sul ciglio della rabbia violenta, e sente che potrebbe usarla per imporsi sulle sue donne, forse perché l’ha vista e respirata da sempre. C’è da chiedersi se si salvi Mara, troppo piccola per capire e analizzare i sentimenti, personaggio chiave nella sua purezza, probabile spunto per un sequel. Milena, amante da molti anni di Vito, esclusa dalle sue amorevoli attenzioni, si sente in difetto per questo, non abbastanza amata per essere picchiata, per essere reclamata nel possesso più totale. E con lei sua figlia, forse figlia anche di Vito, che in lui vede solo presenza e sicurezza. Persino la ragazza di Nicola, Livia, è una donna che non vive fino in fondo, che tradisce, che mente a se stessa e agli altri.

Antonella Lattanzi

Questa visione dell’amore colpisce, perché vero, perché comune nei casi di cronaca violenti, e Antonella Lattanzi descrive queste donne senza giudizio, senza sconti, semplicemente ne narra i sentimenti, spesso contrastanti e assurdi. In questo libro non ci sono figure positive femminili, anche la sorella di Vito è feroce nel suo essere matriarcale e omertosa. La famiglia è gabbia, sede di soprusi e non detti pericolosi. L’accudimento viene lasciato al cibo e non ai buoni sentimenti. L’apparenza del Sud si trasforma in un ambiente drogato dalla violenza a Roma.

Torno all’autrice per raccontarvi come mi abbia colpito il suo sguardo, lento nel volgersi e attento nell’osservare. Sceglie le parole nel dialogare con la stessa cura con cui sceglie quelle scritte.
Antonella ci ha confessato che i diritti del libro sono già stati venduti, diventerà un film, il ritmo e la trama si prestano ed è curiosa di vedere cosa apporterà un regista ai suoi personaggi, come arricchirà una storia già ricca di molte sfumature.
Ha scritto il libro per esorcizzare la gelosia, ci ha raccontato che solo gli amori infelici hanno qualcosa da raccontare, qualcosa che lei racconta benissimo. Le storie felici, sono felici e basta, ma questo ce l’aveva già anticipato Tolstoj nel 1875.

Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo.
Anna Karenina

About Agnese Scarito

Mamma di gemelli, digital pre-Social, sostenitrice del tacco 12 ma proprietaria di Birkenstock. Leggo, ascolto, scrivo e lavoro in ordine sparso. Ho fissazioni anziane come Mina, Cesare Pavese e le auto. Amo i cambi Steptronic ma la mia macchina preferita è una Giulietta del '59. Mi appassiono di quasi tutto, se chi me lo racconta ha passione. Quindi scrivo per passione.

4 thoughts on “Libri | Antonella Lattanzi e Una storia nera

    1. Francesca cara, sai che noi non-groupies amiamo parlare solo dei libri che ci hanno toccate.
      Questo libro tocca, a fondo, ed è doloroso leggere dinamiche così comuni e così sbagliate.
      Aspetto la tua quando lo leggerai!

      Baci,
      A.

  1. Questo me lo sono perso perchè ero a Lisbona e mi è spiaciuto un sacco, del resto gli eventi belli che si accallano fanno parte della normalità.
    Deve proprio essere stato un incontro emozionante.
    Agnese, mi è venuto il dubbio che io e te possiamo esserci incontrate da Chiara, senza sapere di essere noi.

    1. Ciao Sandra!
      Confermo che è stato un incontro caldo, bello.
      Era la prima volta che andavo da Chiara, come sai io sono la meno veterana sul blog ed anche la meno ‘librifica’.
      Sono sicura ci incontreremo presto!

      A.

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