Women We Love | Mary Franzese, una startup salvavita

Mary Franzese ha circa 30 anni ed è laureata con un master in imprenditorialità. Potrebbe sembrare l’intro di una storia come le altre, se non includessi che Mary è caparbia, grintosa ed è una WWL in piena regola.

Perchè Mary, tre anni fa ha incontrato Enrico Giuliani, medico e ricercatore che aveva un’idea, ovvero come trattare i pazienti vittime di danni cerebrali acuti. Un’idea talmente bella che Mary decide di sostenerla totalmente perchè si sa che i sogni che si fanno in due possono essere più forti e diventare realtà. E soprattutto perchè l’intuizione di Enrico potrebbe salvare la vita di milioni di persone grazie a un collare che riesce a tenere costante la temperatura della massa cerebrale e salvando la vita di coloro che sono reduci di arresto cardiaco, trauma cranico grave, ictus.
Nasce così Neuron Guard.
La storia di Neuron Guard è piena di successi e di vittorie in tre soli anni di vita, e il loro progetto prosegue e cresce in maniera costante e dalla fase prototipale stanno per lanciare il primo studio pilota.

Nei mesi scorsi, ho avuto la fortuna di incontrare Mary, nel corso di un evento dedicato all’innovazione e sono rimasta colpita dalla semplicità e dalla forza con cui presenta un prodotto che rivoluzionerà il trattamento sanitario post traumatico. Mentre la ascoltavo, ho pensato è una WWL, una donna a cui ispirarsi e la cui storia ed esempio possono essere importanti per chi vuole lanciarsi in una attività imprenditoriale e per chi non ha sempre la forza di credere nei propri sogni.

Mary Franzese

Ciao Mary e benvenuta tra le non-groupies!
Quando ho letto la tua storia e ho cercato in rete maggiori informazioni su di te, ho scoperto che oltre a essere giovane e preparata sei anche una grande sostenitrice di altre donne. Questo mi ha molto colpito, perchè ritengo che ci voglia una grande sensibilità nel comprendere l’importanza di fare squadra. Come vedi la nuova generazione di donne, stanno cambiando? Sanno chiedere il loro posto nella società, sanno battersi per la leadership?
Oscar Wilde diceva “Date alle donne occasioni adeguate ed esse saranno capaci di tutto”.
Sin da quando ero piccola, ho sempre manifestato una certa propensione al lavoro di squadra perché ritengo di fondamentale importanza il team. Ho praticato sport quali la pallavolo che mi hanno insegnato questa disciplina, ed ho frequentato dei corsi atti al perfezionamento di queste caratteristiche. Queste esperienze mi hanno insegnato che la nuova generazione sta cambiando, che le donne sono pronte e fare squadra tra di loro e con altri uomini. Ben venga la nostra coesione, ma abbiamo bisogno anche dell’altro sesso e di una loro maggiore consapevolezza per affermarci ed essere leader.
L’altro giorno leggevo che il numero di donne laureate supera quello dei colleghi uomini. E che la nuova generazione di donne risulti essere pronta per prendere il comando. Me lo auguro perché abbiamo delle doti innate, quali l’intuito e la creatività, che non vedono l’ora di essere affermate.

Ci raccontano sempre che Isaac Newton, mentre sonnecchiava sotto un albero di mele, venne svegliato all’improvviso da un frutto maturo cadutogli sulla testa. Da lì l’illuminazione che gli avrebbe fatto formulare la sua famosa legge di gravitazione universale. Se tu non avessi incrociato il cammino di Enrico e non avessi intuito le grandi potenzialità della sua idea, dove saresti? Credi nel destino?
Credo fortemente nel destino, nella vita privata così come nel lavoro. Quando ero triste per qualche sconfitta o delusione amorosa, mia nonna tendeva a tirarmi su il morale ripetendomi continuamente Mary mia, chi è nato per te non morirà per un’altra.
Il nostro destino è scritto da qualche parte e ne siamo in parte anche artefici. Ricordo quando sono partita per Milano per frequentare il Master Misa in SDA Bocconi. Avevo voglia di affermarmi nel mondo della consulenza, di mettermi in gioco con una nuova esperienza, di mostrare agli altri il mio potenziale al di fuori di un contesto familiare (quello in cui lavoravo in precedenza). In quel periodo si parlava tanto di startup e quando mi è stata data la possibilità di entrare in questo affascinante ecosistema mi sono detta “Perché no? Sono venuta a Milano proprio per mettermi alla prova”.
L’incontro con Enrico è stato poi una vera fortuna: avevamo entrambi voglia di realizzare un sogno, siamo tutti e due ambiziosi. Abbiamo unito le nostre competenze, e il sogno di Neuron Guard di portare sul mercato un dispositivo in grado di rivoluzionare il trattamento del danno cerebrale acuto è diventato il nostro.

Mary Franzese

Se dovessi dare un consiglio ad altre giovani donne che hanno avuto un’intuizione o stanno inseguendo un sogno ma non sanno come realizzarlo, quale sarebbe? Quali credi siano gli elementi essenziali per lanciare una startup, ovvero per passare dalla scintilla all’idea di impresa?
Il mio motto è If you can dream it, you can do it, e tre anni fa ho deciso di tatuarmi la scritta Dream proprio partendo esso. Tutti conosciamo la storia di Walt Disney, i suoi fallimenti. Lui ce l’ha fatta perché credeva fortemente nel suo sogno ed ha fatto di tutto per realizzarlo. Se vogliamo ottenere qualcosa, dobbiamo lottare. Homo faber fortunae suae, diceva Appio Claudio Cieco.
E’ importante circondarsi delle persone giuste, di non ritenersi dei super eroi e fare tutto da sé. Mi rendo conto di quanto questa cosa sia complicata, ma non bisogna demordere. Ho incontrato tante donne in questi anni che mi chiedevano “Come ci si può fidare di qualcuno e condividere la propria idea?”. La mia risposta è sempre stata: “Io decido di pancia”. Sono una persona piuttosto riflessiva, ma ci sono momenti nella vita in cui bisogna seguire quella vocina che è dentro di noi e lanciarsi. Sarà forse un salto nel buio? Chissà. L’importante è provarci!
Elementi essenziali per lanciare una startup? Come dicono gli americani: team, team, team. Le persone fanno la differenza. Se poi lavorano su un’idea geniale ancora meglio. E per geniale intendo un qualcosa di altamente innovativo e che risponda a dei reali bisogni del mercato. D’altronde il mondo chiede, e, l’imprenditore geniale risponde.

Su questo blog diamo spazio alle vere non-groupie, il nostro manifesto ci aiuta a riconoscerle. Crediamo che tu sia una di noi:  quali sono i principi che ispirano il tuo lavoro e la tua vita?
Passione, tenacia e grinta. Le mie azioni quotidiane sono guidate da questi valori e da una forte dose di ottimismo. Mi piace vedere il mondo a colori, non in bianco e nero. La vita mi ha segnata in diverse occasioni, ma io non demordo. Dopo la pioggia, arriva sempre l’arcobaleno. Così è in natura, così è nella vita privata.
Un’altra mia caratteristica è la resilienza, dote che ho scoperto negli ultimi tre anni co-fondando una startup. La vita ci pone continuamente di fronte a delle scelte, ahimè talvolta drastiche. Non sempre si prende la giusta decisione, il fallimento è dietro l’angolo ogni qualvolta si compie un’azione. Il trucco per andare avanti è guardare l’altra faccia della medaglia e trovare l’aspetto positivo in tutto, almeno per ripartire. Vedo in tutto quello che vivo una lezione. E per coglierla ascolto e mi ascolto. Prendersi cura di sé stessi è fondamentale per acquisire la consapevolezza di riuscire nella vita.

Mary Franzese

Neuron Guard ha vinto numerosi premi e tanti sono i riconoscimenti ricevuti. Cos’è per te il successo? Quali sono gli elementi che ti separano dal tuo obiettivo di affermazione professionale e personale?
Quando Neuron Guard ha vinto il primo riconoscimento, ho pubblicato sui social network la foto del premio con questa frase di Henry Ford: Ritrovarsi insieme è un inizio, restare insieme è un progresso, ma riuscire a lavorare insieme è un successo.
Creare un team coeso di persone con obiettivi e valori comuni è un vero successo. Solo così c’è la più alta probabilità di raggiungere i traguardo atteso, costi quel che costi.
Vedo la mia affermazione personale e professionale strettamente collegata alla realizzazione di un sogno imprenditoriale: svegliarmi un giorno alla guida di un’azienda che è stata in grado di portare sul mercato un dispositivo salvavita come quello Neuron Guard, posizionato in tutti i luoghi pubblici.
Quali sono questi elementi? Tempo, duro lavoro, fundraising continuo, tanta grinta ed altrettanta passione.

Grazie a Mary Franzese per questa chiacchierata che mi ha davvero ispirata.
In bocca al lupo a te e a Enrico per il progetto Neuron Guard, che speriamo di vedere presto in tutte le ambulanze e i pronto soccorso di Italia e d’Europa.

About Nunzia Arillo

Sociologa e Communications Manager. Costantemente impegnata nella lotta tra serio e faceto, non si ferma davanti a niente, nemmeno di fronte all'etichetta "lavare solo a secco". Crede nella reincarnazione e nella prossima vita vorrebbe essere manichino da Bergdorf Goodman. Sedotta dal lusso, conosce la parola "mercatino" in tutte le lingue del mondo. Adora i numeri dispari, ma le piace ordinare le cose per 10. Segni particolari: napoletana DOC.

4 thoughts on “Women We Love | Mary Franzese, una startup salvavita

      1. Fiera di essere stata definita da voi una WWL. Un forte abbraccio come ringraziamento per questo articolo e per il vostro prezioso sostegno. :)

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