Napoli | Una città insospettabilmente dolce

A me Napoli ha sempre evocato sapori salati: la pizza, la zuppa di cozze, i taralli e gli spaghetti con le vongole. Eppure, proprio in prossimità delle feste comandate, per le strade è tutto un tripudio di dolcezza. Alle tradizionali uova di cioccolata, si accompagna il dolce che simboleggia la rinascita primaverile: la pastiera. Ora, gran parte di voi ricorderà anche il babà e la sfogliatella, ma vi assicuro che ci sono altre dolcezze che non avete mai sentito nominare. E perderle sarebbe davvero un peccato!

Ecco i sei dolci napoletani che amo di più!

IL BABÀ

Napoli - babà - imnotagroupie

Il babà è una cosa seria e questo ve lo ha detto pure Marisa Laurito. È uno dei dolci più famosi legati a Napoli. Talmente buono e amato da assurgere per antonomasia a complimento universale. Sì nu babà, sei il massimo, prodigio della scienza e della tecnica. Si narra della sua nascita alla corte del re polacco Stanislao Leszczinski, ma tanti cambiamenti dalla forma alla bagna lo fanno arrivare fino a noi. Ogni napoletano ha il suo babà preferito. Tocca a voi scoprire qual è il vostro.
Dove assaggiarlo: Pasticceria Capriccio

I FIOCCHI DI NEVE

napoli - fiocchi di neve - imnotagroupie

I fiocchi di neve nascono da un’idea di Ciro Poppella. Dal Rione Sanità, hanno letteralmente invaso la città e tutti i napoletani ne vanno matti. Come tutti i prodotti di successo, la ricetta per farli è semplice e segreta al contempo. Immaginate un bollino di pasta brioche ben lievitato, farcito con panna, crema e ricotta di pecora. Delicatissimi e al tempo stesso gustosi. Vantano numerose imitazioni.
Dove gustarli: Pasticceria Poppella

IL MINISTERIALE

napoli - ministeriale - imnotagroupie

Immaginate un cioccolatino ipertrofico dal gusto fondente e dal cuore cremoso e liquoroso. Difficile, vero? Di più non posso dirvi, perché anche in questo caso la ricetta e segreta. Custodita gelosamente dalla pasticceria Scaturchio. La leggenda racconta che Francesco Scaturchio, capostipite della famiglia di pasticceri, lo abbia creato a fine Ottocento. Il nome si deve al lunghissimo iter burocratico per poter brevettare questa dolce invenzione.
Dove comprarli: Pasticceria Giovanni Scaturchio

LA PASTIERA

leopoldo_napoli_imnotagroupie

Pronunci il nome pastiera e già si evoca nella tua mente quel profumo che accompagna questa crostata di pasta frolla arricchita da una crema di ricotta, frutta candita, zucchero, uova e grano bollito nel latte. Un connubio di croccantezza e morbidezza, che grazie all’acqua di millefiori, sprigiona aromi ineguagliabili. Inutile dirvi che ogni famiglia napoletana ha la propria ricetta di pastiera. E che si sono consumate sfide ancestrali per stabilire chi è che produce la migliore pastiera di Napoli. Io, modestamente, sono capace di prepararne una versione niente male. Ma se devo mangiarla ho i miei posti preferiti.
Dove mangiarla: Leopoldo Infante

LA SFOGLIATELLA

Napoli - sfogliatella -imnotagroupieQui non solo ci troviamo di fronte alla decisione su chi produca la sfogliatella migliore. Nel caso della sfogliatella occorre stabilire anche se è meglio la versione riccia (con pasta sfoglia) o frolla (con pasta frolla, appunto). Le fazioni sono acerrime nemiche e si sfidano a colpi e morsi di queste bontà. Guai a dirsi fan di entrambe si rischia una brutta fine. La sfogliatella nasce nel monastero di Santa Rosa in costiera amalfitana. Si racconta che nel ‘600, una delle suore avesse creato una crema con la semola cotta nel latte a cui aggiunse frutta secca, zucchero e liquore al limone. Il ripieno fu avvolto in una stringa di pasta sfoglia, dando vita alla Santarosa. La sfogliatella vera e propria nacque nel 1800 quando Pasquale Pintauro, pasticciere napoletano, eliminò crema pasticciera e amarena dalla preparazione.
Dove acquistarla: Sfogliatelle Attanasio

I VIA COL VENTO

napoli - via col vento - imnotagroupie

Anche molti napoletani non conoscono questa bontà. Eppure sono 20 anni che questo dolce leggero e soffice è stato creato nella Pasticceria Colmayer nei pressi di piazza Carlo III. Ciambelline di morbidissima pasta choux vengono ricoperte di zucchero in granella o a velo. Questa la versione base. Poi innumerevoli sono le varianti golose: con il cioccolato, con la crema alla nocciola. Recarsi nei pressi della pasticceria e assistere al momento della sfornata è un’esperienza mistica. Se volete provare a riprodurli in casa, seguite la ricetta di Misya.
Dove provarli: Pasticceria Coulmayeur 

Scommetto che vi è venuta già fame, sapeste a me! Per colazione mi regalerò una bella fetta di pastiera, venite a farmi compagnia?

About Nunzia Arillo

Sociologa e Communications Manager. Costantemente impegnata nella lotta tra serio e faceto, non si ferma davanti a niente, nemmeno di fronte all'etichetta "lavare solo a secco". Crede nella reincarnazione e nella prossima vita vorrebbe essere manichino da Bergdorf Goodman. Sedotta dal lusso, conosce la parola "mercatino" in tutte le lingue del mondo. Adora i numeri dispari, ma le piace ordinare le cose per 10. Segni particolari: napoletana DOC.

2 thoughts on “Napoli | Una città insospettabilmente dolce

    1. Eravamo indecise se pianificarlo proprio di lunedì, ci sembrava un serio attentato a qualsiasi ipotesi di dieta.
      Ma poi, sarebbe stato etico tenervi nascoste queste bontà?
      Ciao Francesca :)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *