Le antenate | Mary Tyler Moore

Mary Tyler Moore, questo nome alle nuove generazioni potrà non dire molto. E forse quando lo scorso 25 gennaio è venuta a mancare, saranno state tantissime le ragazze che avranno digitato il suo nome su Google.

Far partire le storie dalla fine non è un granché in termini narrativi, lo so. E spero mi perdonerete. Perché sapete che le antenate sono i nostri omaggi alle figure più iconiche che non ci sono più. Ma che restano nella cosmogonia delle non-groupies.

WHO CAN TURN THE WORLD ON WITH HER SMILE?

La ragazza che faceva ruotare il mondo con il suo sorriso, dalla canzone Love is All Around di Sonny Curtis, è stata una pioniera del non-groupismo. Infatti Mary Tyler Moore ha raggiunto il successo per l’interpretazione di Mary Richards, giovane donna single, non divorziata o vedova, semplicemente libera da relazioni.

Bella, intelligente, preparata. Una donna che lotta per la sua indipendenza, per il suo lavoro e le sue ambizioni. Che sorride e s’incazza per successi e frustrazioni. Con le amiche incasinate e con gli uomini che spariscono. Una di noi.

Da un piccolo appartamento di Minneapolis, la nostra Mary produttrice di emittente tv locale, condusse la sua battaglia per la parità di retribuzione, la contraccezione e l’indipendenza sessuale. Vi pare poco?

Mary Tyler Moore Show è stata una newsroom sitcom ante litteram andata in onda negli Stati Uniti sulla Cbs dal 1970 al 1977 (in Italia arrivò solo nel 1982). Vinse sette Emmy, gli oscar della tv e Mary divenne popolare come icona della lotta per la parità.

Il primato di Mary Tyler Moore fu quello di incarnare per prima  la donna moderna sugli schermi televisivi. Senza retorica, senza fanatismi. Gioie e dolori della vita di una donna con ambizioni e desideri.

LO SHOW

Mary è una trentenne che per fuggire da una storia sentimentale fallita si trasferisce a Minneapolis, in cerca di un nuovo inizio. Lì abita la sua amica Phyllis che le offre un supporto e appoggio. Trova un appartamento e conosce la vicina di casa, Rhoda, schietta e insicura. Anche lei single dalla vita incasinata.

Mary risponde a un annuncio e trova lavoro presso la tv locale WJM, in qualità di produttore associato del telegiornale. La redazione è composta da personaggi bizzarri e poco avvezzi a una collega donna. Murray Slaughter, autore dei testi e famoso battutaro. Ted Baxter, vanesio anchorman. Il loro capo è Lou Grant, burbero dal cuore buono. Completa il quadro Sue Ann Nivens, conduttrice di un programma di economia domestica, alla costante ricerca di un uomo.

Le puntate si dipanano sulle avventure quotidiane di Mary, alle prese con notizie, scaramucce d’ufficio e problemi suoi e degli amici. Ora lo troveremmo semplice come un bicchiere d’acqua. Per l’epoca fu un vero capostipite!

LA VITA DI MARY TYLER MOORE

Nacque a Brooklyn il 29 dicembre 1936. A 8 anni si trasferì in California, vissuta tra l’alcolismo della madre e la lotta con il diabete. Appena diplomata si sposò con Dick Meeker, con cui avrà Richie, suo unico figlio.

Verso la fine degli anni cinquanta iniziò la sua carriera. Prima in  alcune pubblicità, poi nel ruolo di segretaria sexy nella serie Richard Diamond, Private Detective. È grazie a Dick Van Dyke che arriva al grande pubblico con The Dick Van Dyke Show.

Negli anni ’70 divenne la Mary Richard nazionale, con il Mary Tyler Moore Show.

Ma negli anni ’80 la sua vita subì un twist, toccando i punti più alti e più bassi. Al cinema, l’interpretazione della madre che reagisce con apparente freddezza e cinismo alla morte del figlio nel film Ordinary People di Robert Redford, ne mise in luce la bravura e la candidò agli Oscar. Una beffa del destino, per quello che di lì a poco avrebbe provato.

Nel privato, infatti, dovette affrontare alcolismo, diabete, il divorzio dal secondo marito e la tragica morte del figlio Richie. Successivamente, riprese il controllo della sua vita, tornando a lavorare con successo sia per la televisione sia per il teatro.

Noi la ricorderemo sempre per aver messo in luce l’esuberanza e la malinconia della donna in carriera single, che vuole tracciare il proprio percorso di vita senza riferimento ad archetipi culturali.
E quell’ultima scena della famosa sigla, è immortalata in una statua di bronzo a Minneapolis.
Un’esile figurina che lancia il suo cappello in aria, esattamente all’incrocio in cui è stata girata la scena.

Ciao Mary, il mondo gira ancora grazie al sorriso di una ragazza!

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About Nunzia Arillo

Sociologa, communications manager e, soprattutto, napoletana. Costantemente impegnata nella lotta tra serio e faceto. Riempie la sua vita - con la stessa intensità - di innovazione, libri e caffè. Non si ferma davanti a niente, nemmeno di fronte all'etichetta "lavare solo a secco". Crede nella reincarnazione e nella prossima vita vorrebbe essere manichino da Bergdorf Goodman. E' sedotta dal lusso, ma conosce la parola "mercatino" in tutte le lingue del mondo. Scrive sempre e ovunque pure su rotoloni asciugatutto (true story), non meravigliatevi di trovare la sua firma su magazine di musica, moda e luxury. Mollerebbe tutto per seguire Ivano Fossati ma la sua unica divinità è Stevie Wonder. La mattina si sveglia con il sorriso ma non dovete parlarle prima del caffè. Adora i numeri dispari, ma le piace ordinare le cose per 10.

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