Le antenate | Alfonsina Strada

Ci sono donne a cui le più sportive tra noi devono molto.
La nostra antenata non-groupie Ada Pace compì un grande passo per le donne e per l’automobilismo e altrettanto, o forse ancora di più, fece Alfonsina Strada nel ciclismo.

Alfonsina Rosa Maria Morini nasce nel 1891 in Emilia, seconda dei dieci figli di una famiglia di braccianti. Per caso la famiglia entra in possesso di una bicicletta quando Alfonsina ha 10 anni ed in breve si appassiona al punto da mentire e bigiare la Santa Messa della Domenica per partecipare di nascosto a delle gare.
Correre per lei era la vita, ma la famiglia non lo permetteva perchè non era conveniente per una ragazza farlo. L’unico modo per poter coltivare questa sua passione era uscire di casa, sposandosi.
Quindi a soli 15 anni Alfonsina si sposa con il cesellatore Luigi Strada, ottenendo non solo una bici come regalo di nozze, ma anche tutto il sostegno di cui aveva bisogno.

A vent’anni stabilisce il suo primo record mondiale di velocità e negli anni successivi partecipa a moltissime gare, anche fuori dall’Italia.

Finalmente nel 1924 viene accettata la sua iscrizione al Giro d’Italia, entrando nella storia come l’unica donna che mai vi partecipò. Non riuscì più ad iscriversi, a causa del maschilismo che permeava l’avvenimento, ma ebbe tra i suoi sostenitori anche il mitico Girardengo.

Morì abbracciata alla sua Guzzi, all’età di 68 anni, per una probabile crisi cardiaca.

Alfonsina l’hanno raccontata in molti, ne hanno scritto libri, hanno portato la sua storia a teatro, ne hanno fatto una mostra fotografica e finalmente, pochi giorni fa, le hanno intitolato una via a Milano.

Una via per la prima donna al giro d’italia

Era molto che la comunità dei ciclisti, ed in particolare delle cicliste, si batteva per un suo riconoscimento e pochi giorni fa è finalmente successo. Ora Alfonsina ha una via a lei intitolata ai limiti del quartiere Lorenteggio di Milano, zona di passaggio per i giri fuori Milano dei ciclisti.

Il racconto sul blog delle Cicliste per caso.

Photo credit | Cicliste per caso
Un libro per ragazzi

Tommaso Percivale, scrittore per ragazzi e non solo, racconta di Alfosina in Più veloce del vento del 2016, edito da Einaudi Ragazzi.

Con il suo stile, che mescola storia e narrativa, propone la storia della ragazzina indomita e della donna ciclista.

Io sono il vento. Senza di me i grandi falchi non volano, le nuvole stagnano, le pozzanghere non asciugano. Io trascino e porto via e posso andare lontano, più lontano di chiunque altro al mondo. Devo solo spingere e pedalare, in equilibrio sulla terra che trema e sbuffa, e allora nessuno mi può fermare. Perché il vento non si ferma.

A teatro con Alfonsina

È uno spettacolo teatrale del 2010 e ha anche varcato i confini italiani Finisce per A. Soliloquio tra Alfonsina Strada, unica donna al Giro d’Italia del 1924, e Gesù (nella raccolta Anima e carne Edizioni Fernandel).

Scritto da Eugenio Sideri e interpretato da Patrizia Bollini, con la regia di Gabriele Tesauri, è stato rappresentato in numerose città italiane e nel 2014, in occasione dei 90 anni dal Giro di Alfonsina, lo spettacolo venne riproposto in alcune delle città tappa del Giro d’Italia.

Una fotografa olandese e la ciclista

È stata una fotografa olandese a riscoprire la storia di Alfonsina e farne un progetto fotografico che è diventato anche una mostra.

Mariateresa Montarulli racconta bene la nascita dell’innamoramento per Alfonsina di Ilona Kamp nel suo blog Ladra di biciclette.

Qui il sito, dove potete acquistare il Photobook che trovate anche al Museo del Ghisallo, dove tra  l’altro è conservata la bicicletta di Alfonsina.

Alfonsina è stata trascurata per troppo tempo, tutte queste iniziative rendono giustizia a una donna che molto ha fatto per la parità di genere, semplicemente vivendo appieno la sua passione e la sua vita.
Un’altra vera non-groupie!

About Agnese Scarito

Mamma di gemelli, digital pre-Social, sostenitrice del tacco 12 ma proprietaria di Birkenstock. Leggo, ascolto, scrivo e lavoro in ordine sparso. Ho fissazioni anziane come Mina, Cesare Pavese e le auto. Amo i cambi Steptronic ma la mia macchina preferita è una Giulietta del '59. Mi appassiono di quasi tutto, se chi me lo racconta ha passione. Quindi scrivo per passione.

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